Roma, 10 ott — Non ha fatto nemmeno in tempo ad inocularsi la quarta dose e comunicare a reti unificate che «funziona», che si è beccato il Covid: la sorte si fa beffe (in forma lieve, per fortuna sua) di Roberto Burioni, il Mastrota dei vaccini che ieri sera da Twitter e in collegamento con Fazio ha annunciato di essere stato contagiato, lamentando tosse, febbre e mal di testa.

Burioni contagiato nonostante la quarta dose

Come prevedibile, per mascherare la figura di palta, da «la quarta dose funziona», l’abile predicatore sanitario ha subito virato su «Il vaccino fa sì che io possa essere qui e non in ospedale, con febbre, tosse, mal di testa e una voce alla Barry White: tutto sommato è una malattia che non è particolarmente grave. Questo grazie al vaccino. Io ho fatto la settimana scorsa la quarta dose, penso che questo sia stato importante per far sì che la malattia non sia grave». Doveva passarci di peso con il proprio corpo, prima di ammetterlo, e comunque sempre distorcendo la narrazione secondo i suoi paradigmi: «la scienza» che cambia a seconda di quanto funziona o meno il miracoloso ritrovato Pfizer o Moderna. In verità i dati Iss ci rivelano da mesi che le terapie intensive vedono la presenza di tridosati, dunque ci troviamo in presenza di un’altra scemenza a firma Burioni.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: con che cosa si cura Burioni? Tachipirina e vigile attesa? Oppure si attiene a quelle cure domiciliari a base di antinfiammatori che schifava e giudicava criminali quando pungolava gli italiani affinché si vaccinassero? Fazio si è guardato bene dal chiederglielo. Il bello viene qui: «Il vaccino non ha più una grande efficacia nel proteggere dall’infezione», spiega Burioni. «Mentre lo aveva fino alla variante Delta e quindi aveva un senso renderlo obbligatorio per i sanitari e il Green Pass».

Balle colossali

Altra balla colossale: innanzitutto perché fu lo stesso Burioni, in periodo di variante Delta, (sempre da Fazio) a sostenere che «è vero che un vaccinato può infettarsi e può trasmettere il virus». Addirittura persino chi vi scrive è stata contagiata, un anno fa, da una persona vaccinata che si era contagiata con la Delta, a sua volta infettata da persone vaccinate sul luogo di lavoro. «Io sono l’esempio di come il vaccino non protegga contro l’infezione». Almeno questo lo ha finalmente ammesso.

Cristina Gauri

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