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Roma, 22 dic – Rush finale per la manovra (riveduta e corretta in ossequio ai diktat Ue), che accumula ritardi su ritardi, con il governo gialloverde nel caos più totale, che si contraddice di continuo sui tempi di presentazione in Aula.
Oggi – stando alle ultime comunicazioni ufficiali in merito – il testo del maxi-emendamento dovrebbe essere presentato in Senato alle 14, a seguire maratona a partire dalle 20 con il voto di fiducia.
Poi, sempre secondo i comunicati ufficiali odierni, il 27 la legge di Bilancio approderà alla commissione di Bilancio della Camera, l’esame in Aula slitta quindi al 28 e 29 dicembre. Sabato il voto di fiducia, salvo nuovi rinvii.
Le opposizioni sono sul piede di guerra, con l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che afferma: “Il nuovo testo è quasi peggio di una procedura d’infrazione“. Un chiaro riferimento al fatto che il governo Lega-M5S ha compiuto una serie di dietrofront sul fronte della manovra, riducendo al 2,04 il deficit previsto inizialmente al 2,4 per cento, proprio per evitare sanzioni da parte dell’Ue.
L’esecutivo Conte ingaggia quindi una lotta contro il tempo, perché il 31 dicembre è il termine ultimo per presentare la legge di Bilancio alla Commissione Ue.

Il caos scatenato dal maxi-emendamento del governo (che recepisce le indicazioni di Bruxelles) è occasione ghiotta per le opposizioni, con il capogruppo del Partito Democratico al Senato Andrea Marcucci che afferma: “Siamo all’epilogo, hanno coraggio da vendere. Il premier Giuseppe Conte dice che confida che la manovra sia approvata, ma ancora oggi governo e maggioranza non hanno presentato al Senato l’emendamento che cambierà la manovra. Pensano che il Senato sia lo zerbino del governo. Hanno abbattuto la democrazia parlamentare. Vergogna: sono contro la Costituzione“.
Lo stallo in seno alla maggioranza è stato duramente criticato anche dal Presidente emerito Giorgio Napolitano, che ovviamente ha preso le difese di Emma Bonino, che ieri aveva lamentato come il governo avesse esautorato il Parlamento bypassando il voto sul maxi-emendamento in commissione Bilancio. Napolitano, lancia l’allarme sulla “democrazia umiliata” – fanno sapere fonti vicine all’ex capo dello Stato – e “condivide profondamente l’allarme espresso dalla senatrice Bonino per l’umiliante condizione riservata al Parlamento in occasione dell’esame della legge di Bilancio”.
Parole riprese puntualmente dal Presidente Sergio Mattarella, che sottolinea quanto sia importante “il rispetto per la democrazia rappresentativa in quanto espressione e interprete della sovranità popolare”, rivelando l’asse con “Re Giorgio”.
Adolfo Spezzaferro



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2 Commenti

  1. Lasciando perdere napolitano, perchè ci sono le feste, se ne riparla alla Befana … ho letto quello che mi sembra un buon provvedimento nella manovra economica: la tassazione al 7% dei pensionati che si trasferiscono in un comune del sud con meno di ventimila abitanti.
    E poi non chiamiamo piu’ Re Giorgio quello la’: non si merita certo una maiuscola, al massimo puo’ somigliare al penultimo re savoiardo che trafugando un tesoretto è scappato come una lepre.

  2. Gli inquilini presenti e passati del Quirinale rappresentano la nauseabonda dittatura comunista di una casta indegna ed autoreferenziale che di tutela e protegge, impunita e spietata……….per loro gli italiani sono bestie da spremere e mungere, ovviamente per tali grigi esseri bisogna aiutare zingari, raccomandati, sodomiti,troie e negroidi vari…….come sappiamo comanda la burocrazia cattocomunista ed oltre alla incapacità dei grillini,spuntano mani , manine e manone che inseriscono leggi e leggine a tutela delle caste sinistre……..con i codardi e vigliacchi governi comunistoidi piddini tutto era concesso,ora qualcuno tenta di ripulire la lurida fogna in cui ci dibattiamo………che situazione penosa,sentir parlare mattarello e napolitano di democrazia provoca orticaria e vomito……….

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