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Roma, 18 lug – E’ finito poco fa l’interrogatorio, durato circa quattro ore, alla comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete presso il tribunale di Agrigento, dove è stata sentita stamane dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e dai sostituti Alessandra Russo e Cecilia Baravelli nell’ambito del primo procedimento a suo carico che le ipotizza il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la disobbedienza a nave da guerra. La capitana, assistita dagli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Gamberini, ha raggiunto il tribunale a piedi. “Sono stata molto contenta di avere avuto l’opportunità di spiegare tutti i dettagli del salvataggio del 12 giugno. Spero che la Commissione europea dopo l’elezione del nuovo Parlamento faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni e che tutti i Paesi accettino le persone salvate dalle flotte di navi civili”, ha dichiarato la Rackete ai giornalisti assiepati all’uscita. Bocca cucita su Salvini: quando i cronisti le hanno chiesto cosa pensasse del vicepremier, lei ha risposto con un laconico “Niente”. L’immancabile drappello di sostenitori di Carola, formato dalla rete delle associazioni e di liberi cittadini, organizzati in un sit-in, la aspettava all’ingresso reggendo cartelloni con la solita scritta “Salvare vite in mare non è reato”.

Amnesty: “Ritirate le accuse”

Nel frattempo Amnesty International ha chiesto di ritirare le accuse nei confronti della comandante: “Le infondate accuse mosse contro una giovane coraggiosa e di sani principi mostrano la determinazione con cui le autorità intendono intimidire e stigmatizzare coloro che salvano vite in mare”, ha spiegato Elisa de Pieri, ricercatrice di Amnesty International sull’Europa meridionale. “Carola Rackete non ha fatto nulla di male. Soccorrere vite in mare e chiedere un porto per un approdo sicuro è un obbligo contenuto nel diritto internazionale e nella legge italiana. La comandante ha contattato le autorità di tre stati europei solo per sentirsi opporre un rifiuto. Sono le autorità italiane, e con loro quelle di altri stati dell’Unione europea, ad aver violato la legge”. Che coraggio. E conclude: “L’operato di Carola Rackete  andrebbe encomiato e non criminalizzato e le accuse contro di lei devono essere ritirate. L’Unione europea deve trovare una soluzione praticabile per sbarcare e ricollocare le persone soccorse in mare”.

E l’Onu si mette di traverso

Intanto anche l’Onu ha deciso di mettere becco nella faccenda, e lo fa dando la parola a cinque esperti indipendenti che hanno espresso “grave preoccupazione” per i procedimenti contro la tedesca Carola, condannando gli attacchi dei media nazionali e di Salvini contro la giudice che decise per la scarcerazione della capitana della Sea-Watch 3. “Esortiamo le autorità italiane a porre immediatamente fine alla criminalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso. Salvare migranti in pericolo in mare non è un crimine“, dichiarano gli esperti. Il procedimento contro la “capitana” potrebbe portare a “un effetto paralizzante sui difensori dei diritti dei migranti e sulla società civile nel suo insieme”, ha affermato Michel Forst, uno dei relatori del rapporto. Le dichiarazioni pubbliche e agli attacchi personali da parte di personaggi politici di alto rango “sono una grave interferenza nell’autonomia dei singoli giudici, e possono avere l’effetto di ostacolare l’autorità del potere giudiziario come un ramo autonomo del potere dello Stato”, ha aggiunto.

Cristina Gauri

6 Commenti

  1. “ho salvato frati e suore dal rogo del ribelle
    ma l’ONU se ne frega se ora brucia la mia pelle”

    l’ONU,fuori posto ed inutile fin dagli anni ’60
    quando veniva stigmatizzata in una delle più belle canzoni di tutti i tempi:

    “il Mercenario di Lucera”

  2. blackwater , avevo 40 anni e la fedina NERA …

    Ho già detto , i colpi NON sono numerati … almeno 1 in aria ….ma col 12,7 aprivo in 2 la cabina della
    zoccola nazistella ….
    auf vidersen bottana .
    E’ ora di difendere la PATRIA !
    Vai fuori d’ITALIA , vai fuori STRANIER !

    • Ben detto!!!
      Alla capitanella andavano sturate le orecchie facendole ascoltare il suono dei cannoni di avvertimento.

  3. scusate ma sti stronzi di Amnesy mi fanno girare i c….. , nome inglese ma merde italiotePD , nel paese dei liberi (usa) l.a grande dem ke ci ha liberato dai nazi , se tocchi un poliziotto sei un morto che cammina …..
    da noi ste merde e le loro idee del cazzo hanno fatto condannare per “tortura” Forze dell’ORDINE che a Genova sono andate con mano leggera ….
    Hanno fatto abbandonare i ns MARO’ dallo statucchio PDiota ….
    Vadano a rompere i c…. a
    Kim Jon Un !
    e … mai rotto il c… a
    Pol Pot
    Mao
    Honeker
    Ceusescu. …. e comunisti di merda vari…..
    Fuck AI (i sta solo per italia off course)

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