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Roma, 8 mag – Da una parte esistono le narrazioni, quelle secondo cui i residenti dei quartieri popolari di Roma sarebbero un’accozzaglia di “razzistoni” manovrati da CasaPound. Narrazioni dei media da cui poi deriva poi la propaganda dei 5 Stelle capitolini, con la presidente Roberta Della Casa che porta le pastarelle ai rom (beccandosi gli insulti dei residenti) o la Raggi che si schiera senza se e senza ma con il nucleo familiare di 14 nomadi, provenienti dal campo della Barbuta, ai quali è stata assegnata la casa. Dall’altra parte però esiste la realtà, quella delle graduatorie per le case popolari in cui i rom hanno una corsia preferenziale ai danni degli italiani.

Corsia preferenziale per rom: una realtà

Tale teoria dell’accesso facilitato agli ex “inquilini” dei campi nomadi (che poi, si vedrà, corrisponde a verità) è sempre stata negata con veemenza dalla Raggi come peraltro, ai microfoni del Primato Nazionale, venne negata anche dal presidente del IV Municipio Roberta Della Casa durante la protesta, sempre a Casal Bruciato, che vedeva i residenti schierarsi con la giovane Noemi per l’occupazione di un alloggio popolare altrimenti destinato ad una famiglia di rom.

E i pentastellati ora tentano la “retromarcia”

Adesso in Comune i pentastellati “corrono ai ripari”, vista la malparata:  mettono in discussione i critieri di assegnazione delle case popolari, risalenti al 2012, che in breve regalano «a chi proviene dai campi rom e dai centri d’accoglienza» un extra di 18 punti. Questo vantaggio dato a chi, in effetti, raramente cerca di integrarsi, è proprio il privilegio contro cui i cittadini romani, insieme a CasaPound, stanno manifestando. Il responsabile della “pratica” in seno al M5S assicura che «i 18 punti saranno tagliati, serve una riforma delle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica». Questo tentativo di gettare acqua sulla polveriera delle proteste cittadine contro l’assegnazione alle famiglie nomadi delle case popolari suona, molto, come una retromarcia della giunta Raggi che, dopo aver negato qualsivoglia corsia preferenziale ai rom  ai danni dei cittadini italiani, in sordina la ammette e ora cerca addirittura di modificare tali ingiuste dinamiche attorno alle graduatorie.

Davide Romano

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2 Commenti

  1. […] Roma, 8 mag – E’ stata letteralmente assediata, ricoperta dagli insulti e dalle urla dei cittadini infuriati. Quella di oggi non è stata una tranquilla passeggiata per Virginia Raggi a Casal Bruciato. Il sindaco di Roma si è recato nel popolare quartiere romano per portare la sua personale solidarietà alla famiglia rom di 14 persone a cui è stato assegnato un alloggio popolare. Da due giorni i residenti del quartiere insieme ai militanti di CasaPound sono sul piede di guerra, denunciando la corsia preferenziale in graduatoria – a scapito dei romani – di cui godono i rom che decidono di abbandonare i campi (notizia confermata da alcuni consiglieri comunali M5S). […]

  2. Gli ultimi 14 zingari ,sono bosniaci e in italia non hanno neanche mai chiesto il permesso di soggiorno, e vorrei sapere quanti dei dodici gigli sa scrivere o leggere. Se davvero hanno sempre voluto integrarsi li avranno di sicuro mandati a scuola giusto? Bosniaco?? E come se fosse un russo quali diritti dovrebbe pretendere dallo stato italiano? Per lui tutti diritti e niente doveri è un povero zingaro bosniaco che dava fuoco ai rifiuti una sera si è l’altra pure. Fateli tornare in Bosnia a questu escrementi

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