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Roma, 5 nov – Cominciano oggi gli esami dei genetisti sulle ossa umane ritrovate sotto a un pavimento di villa Giorgina, sede della Nunziatura Apostolica in via Po, a Roma. Per avere i risultati completi ci vorranno giorni, ma già da oggi si potrebbe scoprire se i resti appartengono a una donna o a due. 
La risposta più attesa è quella alla domanda se le ossa ritrovate siano di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, o di entrambe le ragazze, che a poche settimane di distanza sono sparite nel nulla nel 1983. Sul caso si sono moltiplicate le ipotesi dei criminologi. In un’intervista al Tempo uno dei volti noti della criminologia in tv, Francesco Bruno, rivela che a suo parere “la scoperta non sarebbe casuale, ma indotta. Magari questo nuovo Papa vuole smarcarsi da quel clima torbido corrispondente alla scomparsa della ragazzina e non è escluso che abbia potuto convincere anche i più restii a chiudere la vicenda, autorizzando il disseppellimento”. Bruno ritiene che i casi Orlandi e Gregori non siano collegati tra loro e che al momento non è possibile avere alcuna certezza sui frammenti di scheletro ritrovati. Di parere opposto un’altra criminologa, Roberta Bruzzone, la quale ritiene che i resti ritrovati siano di Mirella Gregori. Pochi giorni fa, sempre al Tempo la Bruzzone ha dichiarato: “Io credo che i casi di Emanuela e Mirella siano stati indebitamente collegati” dice la Bruzzone. Addirittura, a detta dell’esperta, questo collegamento “non ha giovato all’inchiesta sulla scomparsa della prima. E se dovessi proprio ipotizzare un’annessione tra scoperta dello scheletro e le due adolescenti, penserei sicuramente più a Mirella Gregori che all’Orlandi”.
Ma c’è chi suggerisce un altro approccio. E a farlo sono quelli dell’Associazione Penelope Lazio, che si occupa delle Famiglie e degli Amici delle Persone scomparse. Il presidente Andrea Ferraris ritiene che si siano espresse a vario titolo, “spesso in modo inopportuno“, una serie di ipotesi su possibili identità di persone scomparse, con un chiaro riferimento ai casi Orlandi e Gregori. Ma sono tante le famiglie che da anni attendono una risposta su un loro congiunto di cui da anni non si hanno notizie.
Nel frattempo , però, le piste Orlandi e Gregori sono quelle su cui si vuole fare luce. Gli inquirenti hanno deciso di acquisire la documentazione relativa agli interventi di ristrutturazione effettuati negli anni all’interno di Villa Giorgina, mentre il medico legale dovrà invece stabilire se sui resti ci siano tracce che consentano di ricostruire le dinamiche del decesso.
E a pochi giorni dal ritrovamento di tali ossa il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, è tornato a parlare e ha dichiarato: “Non so se sono di mia sorella, né cosa augurarmi”, ricordando anche di un incontro avvenuto in Vaticano tra i magistrati romani e un alto prelato in cui fu avviata una sorta di trattativa sul caso Orlandi, che tuttavia non ebbe seguito. “Erano pronti a consegnare un fascicolo coi nomi di personalità che avevano avuto responsabilità nella scomparsa di Emanuela”, racconta Pietro Orlandi che poi aggiunge: “Come disse Papa Francesco chi tace è complice: per me sono tutti complici”.
Anna Pedri

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