Roma, 12 nov – Un centinaio di studiosi, religiosi e laici, condannano papa Francesco per aver compiuto “atti sacrileghi” nel corso dell’ultimo Sinodo. “Noi sottoscritti chierici, studiosi e intellettuali cattolici, protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi da Papa Francesco, il Successore di Pietro, durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma”. Inizia così il documento, redatto in sette lingue e firmato da un centinaio di personalità della cultura e della scienza di tutto il mondo – tra i quali il moralista John McCarthy, il teologo Brian Harrison, lo storico Roberto De Mattei, il giurista Paolo Pasqualucci, il medievalista Claudio Pierantoni, il patrologo John Rist, il filosofo Josef Seifert, lo storico Henry Sire, la principessa Glorias Thurn und Taxis e John Henry Westen fondatore del sito LifeSiteNews – per i quali il Pontefice si è macchiato di “gravi peccati” e chi dentro la Chiesa lo seguirà rischia “la dannazione eterna”.

Il documento contro Bergoglio

Nel documento di “protesta”, i firmatari – che citano a conforto delle loro tesi, fra gli altri, i cardinali Wlater Brandmueller, Gerhard Mueller, Raymond Burke, Jorge Urosa Savino, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò e i vescovi Athanasius SchneiderJosé Luis Azcona Hermoso, Rudolf Voderholzer e Marian Eleganti – nello specifico vengono descritti sei “atti sacrileghi”, tutti legati a quella che definiscono come “l’adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama”, novello vitello d’oro. Si tratta della statuetta che è stata sottratta durante il Sinodo sull’Amazzonia dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina a due passi dalla Basilica di San Pietro e gettata nel fiume Tevere.

Gli atti sacrileghi

“Il 4 ottobre – scrivono i firmatari del documento – Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama. Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell’Apostolo Pietro. Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama”. Ma le accuse a Bergoglio non finoscono qui: “Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione. Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano state collocate sacrilegamente, e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa. In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione“. E ancora: “Il 27 ottobre, nella Messa conclusiva del Sinodo, ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha collocata sull’altare. Lo stesso Papa Francesco ha confermato che queste immagini in legno sono idoli pagani. Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama, nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America”. I firmatari infine ricordano che “svariate caratteristiche di queste cerimonie sono state condannate come idolatriche o sacrileghe dal cardinale Walter Brandmueller, dal cardinale Gerhard Mueller, dal cardinale Jorge Urosa Savino, dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, dal vescovo Athanasius Schneider, dal vescovo José Luis Azcona Hermoso, dal vescovo Rudolf Voderholzer e dal vescovo Marian Eleganti. Infine, anche il cardinale Raymond Burke ha dato la stessa interpretazione in un’intervista”.

“Papa Francesco si penta pubblicamente”

Gli studiosi pertanto chiedono “rispettosamente a Papa Francesco di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità, di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi” e “a tutti i vescovi della Chiesa cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede cattolica divinamente rivelato, se seguiranno l’attuale Papa nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna“.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. “Seguire il papa” non può portare alla “dannazione eterna”. Se il discorso di un eretico fa avvicinare alla dannazione eterna, coma ad es. certamente avviene con Bergoglio, quell’eretico non può essere papa. Solo quando ammetteranno almeno questo, e coglieranno il preciso fondamento teologico di tali eresie, cioè il conciliabolo Vaticano II, questi “cardinali” fallibilisti e conciliari potranno invocare una minimale autorevolezza. Altrimenti sono solo lacrime di coccodrillo. Il soffio di tradizione che essi vorrebbero portare nella contro-chiesa conciliare è del tutto inutile, perché non proviene dall’integrale professione della fede, bensì da un vuoto conservatorismo buono per gli allocchi, che combatte gli effetti (alcuni) lasciando intatte le cause. Suicidio nel migliore dei casi, malafede nel peggiore. Perfidia in tutti i casi.

  2. Prego ogni giorno perché i Cardinali ancora CATTOLICI si decidano ,
    o via l’ antipapa massone o scisma , salvate S ROMANA Chiesa !!!!!

    La mia alternativa personale , che NON è una soluzione al problema
    delle eresie del papanero …. è passare alla Chiesa Ortodossa .

  3. la lotta c’è da farla rimanendo nella Chiesa Cattolica. Agli eretici ci penserà lo Spirito Santo. Preghiamo lo Spirito Santo perché illumini il Papa e gli eretici e li riporti sulle retta via della Tradizione.

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