Roma, 9 feb – Cgil, Cisl e Uil uniti contro il governo Lega-M5S. I sindacati sono scesi in piazza a Roma sotto lo slogan di “Futuro al lavoro“, per una manifestazione nazionale unitaria a sostegno delle proposte su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco e soprattutto per chiedere all’esecutivo giallverde di cambiare la politica economica.

Landini: “Vogliamo la giustizia sociale”

“Alle persone che governano questo Paese e vanno ad incontrare chi protesta in altri Paesi diciamo che se hanno un briciolo di intelligenza ascoltino questa piazza: noi siamo il cambiamento, noi vogliamo la giustizia sociale”. Così il neosegretario della Cgil, il compagno Maurizio Landini, dal consueto palco in piazza S. Giovanni critica i 5 Stelle per aver incontrato i gilet gialli in Francia.

Per Landini (alla sua prima manifestazione unitaria da leader della Cgil), “se il governo ha un briciolo di saggezza deve aprire il tavolo con i sindacati. Se non dovesse succedere deve sapere che noi non ci fermeremo qui e andremo avanti finché non porteremo a casa quello che abbiamo chiesto, risultati“.

Barbagallo: “Governo ci convochi o mobilitazione va avanti”

Un po’ più morbido il segretario Uil Carmelo Barbagallo: “Non siamo contro il governo ma gli chiediamo di convocarci o la mobilitazione proseguirà. Con l’unità faremo stare zitti coloro che non vedono che c’è un Paese che deve crescere”.

Furlan: “Esecutivo esca dalla realtà virtuale”

Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro“, ha chiesto Annamaria Furlan, segretario Cisl, dal corteo della manifestazione, sostenendo che “il governo deve cambiare la linea economica. L’Italia è ad un passo dalla recessione economica. Il governo deve cambiare assolutamente rotta. Si confronti finalmente con i sindacati, perché dopo tanti anni di sacrifici degli italiani, non possiamo permetterci che il Paese torni a decrescere. Nessuno da solo riesce a risolvere problemi così complessi”.

Di Maio a Landini: “Contro quota 100 protestate, contro la Fornero non l’avete fatto”

Alla manifestazione dei sindacati ha risposto a distanza il vicepremier Luigi Di Maio: “E’ un po’ singolare vedere che si scende in piazza contro quota 100 e non si è scesi in piazza quando si è fatta la legge Fornero“.

“Oggi i sindacati scendono in piazza e attaccano il governo dicendogli ‘uscite dalla realtà virtuale’. Io dico – ha replicato Di Maio – che la realtà virtuale era quella dei governi precedenti che hanno massacrato tutto quello che gli italiani avevano sull’altare dell’austerity: risparmi, lavoro, imprese. Comunque mi auguro che Landini voglia sostenere la mia proposta di taglio delle pensioni d’oro degli ex sindacalisti”.

A manifestare con le tre sigle sindacali c’era anche una delegazione di industriali, quella di Confindustria Romagna, che “contesta le politiche adottate dal governo nel decreto semplificazioni” ed in particolare lo stop alle trivelle (fortemente voluto dai 5 Stelle): un “suicidio industriale”, per il presidente, Paolo Maggioli.

Alla manifestazione, che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di tesserati, oltre ai due candidati alla segreteria Pd, Maurizio Martina (uscente) e Nicola Zingaretti (dato per vincente), sono rispuntati fuori personaggi “sinistri” come Massimo D’Alema, Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani.

Segno che se tanti italiani stanno col governo gialloverde, la sinistra sta con i sindacati. E Landini, comunista, marxista ex leader dei metalmeccanici Fiom, che parla di cambiamento fa un po’ sorridere.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Questi sindacalisti non conoscono vergogna……..dal 2013 non scendevano in piazza con una protesta simile, neanche quando ,dopo una notte ignobile, la fornero e monti misero nel deretano agli italiani la loro vita di sudore e lavoro…….. ovviamente si guardarono bene dal toccare la casta burocrate comunista e piddina,fatta di parassiti e raccomandati………… vedere landini parlare di giustizia sociale è come vedere una peripatetica che afferma di essere vergine………con un grande rispetto per le prostitute ovviamente.

  2. Perchè invece di fare queste manif,130 treni,1300 bus,chi paga, che si tolgano tutti I privilegi,stipendi alti,benefit e altre che queste zecche percepiscono. Dare un fine al’immigrazione che costa un botto. Google’s vitalizzi ,pensioni d’oro ai loro e altri papponi che ne usufruiscono. Fare la Lione Torino. Ma in italia e il Paese delle mezze verita,niente cambiera,ai me !

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