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Roma, 16 apr – “Chi rifiuta AstraZeneca va in coda“: così il ministro della Salute Roberto Speranza ribadisce il concetto sulla sorte che spetta a chi non si fida del vaccino anglo-svedese. Come è noto, dopo il clamore mediatico per lo stop alla somministrazione e la confusione creata dal governo dopo l’ok dell’Ema – è sicuro per tutti, anzi no – i cittadini sono diffidenti. Allo stato attuale il vaccino – dopo una correlazione con rari casi di trombosi in donne sotto i 60 anni – è raccomandato per chi ha più di 60 anni.

Speranza: “Dai nostri dati non risulta questo crollo di fiducia per il vaccino AstraZeneca”

A chi gli chiede della diffidenza verso il vaccino anglo-svedese, Speranza risponde: “Dai nostri dati non risulta questo crollo di fiducia per il vaccino AstraZeneca. Ma ci risulta una maggiore richiesta di informazione dagli hub vaccinali. Un’esigenza di avere ulteriori informazioni che credo sia legittima. Ho detto ieri che è un vaccino efficace e sicuro, continuiamo a puntarci. Intendiamo continuare a utilizzarlo, e i dati che ci arrivano dai territori sono incoraggianti“, assicura in conferenza stampa con il premier Mario Draghi dopo la cabina di regia sulle riaperture.

“Chiaramente chi lo rifiuta va in coda”

Chiaramente chi lo rifiuta va in coda, ma l’invito a tutti gli italiani è di vaccinarsi, perché tutti i vaccini di cui disponiamo sono ugualmente efficaci e sicuri“, aggiunge il ministro, ribadendo che se non si vuole rischiare di aspettare mesi per farsi il vaccino è il caso di farsi andare bene l’AstraZeneca. Il tutto – a onor di cronaca – mentre la Ue sta valutando di non rinnovare il contratto per le forniture e il governo ha deciso di sospendere le somministrazioni per forze dell’ordine e militari.

Adolfo Spezzaferro

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