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Roma, 17 lug – “Siamo pronti a incatenarci davanti al Celio per far ragionare il governo e le autorità, c’è una situazione a rischio. La Raggi che fa?“. I romani scendono in piazza contro il trasferimento dei clandestini positivi al coronavirus all’ospedale militare del centro della Capitale. Si tratta dei 13 bengalesi infetti che stavano ad Amantea, in Calabria, dove la popolazione era insorta per impedire il loro arrivo, sdraiandosi a terra e bloccando la strada.

“Infetti trasferiti in un’area commerciale e turistica accanto al Colosseo”

“Stiamo organizzando una protesta, c’è un dialogo con la questura per l’autorizzazione – spiega all’AdnKronos Augusto Caratelli del Comitato difesa Esquilino-Monti, dopo la notizia dell’arrivo dei contagiati al policlinico militare Celio di Roma -. Il dato grave è che queste persone sono state portate in un’area che ha un’alta densità di attività commerciali, turistiche, che è molto vicina al Colosseo. Ci chiediamo perché queste persone positive al Covid sono state portate qui e non in posti più isolati. Non era il luogo adatto, non si gestisce così l’emergenza. Mi chiedo: come reagiranno i turisti che sanno che a due passi dal Colosseo ci sono malati di coronavirus? Se dopo questi 13 ne arrivano altri facciamo un lazzaretto?“, fa presente Caratelli. In effetti il rischio che arrivino altri immigrati positivi è concreto.

“La Raggi doveva opporsi al trasferimento”

Il comitato di quartiere non ha dubbi, la “sindaca” doveva opporsi al trasferimento: “Il sindaco Raggi doveva trattare, anche in qualità di autorità sanitaria, e chiedere che i malati di Covid non fossero ospitati in un’area turistica, già pesantemente colpita dalle conseguenze del coronavirus. Quella è un’area in cui già da tempo segnaliamo situazioni di profondo degrado, oggi c’è il rischio che possa diventare zona rossa e non è accettabile. Non dopo tutti gli sforzi che abbiamo dovuto affrontare per far rientrare l’emergenza sanitaria”, conclude Caratelli.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. Lo avevo detto io, che avrebbero rincarato la dose… Ora, non solo immigrati diversamente regolari, ma infetti per giunta…

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