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Roma, 15 lug – L’esibizionismo via web ormai non conosce confini e come è noto anche i bambini dei vip (o sedicenti tali) sono trattati alla stregua di borse da sponsorizzare: su tale punto interviene il Codacons che si schiera contro gli influencer e che pubblicano sulle foto dei propri figli sui Instagram e Facebook, contravvenendo ad una normativa ben precisa.

Esposto alla Procura della Repubblica

L’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori ha, infatti, presentato un esposto a cui è stato allegato un dossier fotografico di immagini facilmente reperite su Instagram. In tale dossier, compaiono innumerevoli foto di minori in posizioni e atteggiamenti non edificanti. L’esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Roma, al Garante della Privacy e a quello dell’Infanzia.

“Pose ambigue ed allusive”

Si legge nel testo dell’esposto del Codacons che “sulle piattaforme web sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori, finanche neonati, ritratti talvolta seminudi o in pose o situazioni ambigue ed allusive, con il risultato di trasformare gli spazi virtuali in un postribolo in cui i più piccoli potrebbero rimanere vittime dell’illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi. Immagini che immortalano minori in tenera età, senza l’adozione di alcun tipo di accorgimento, ai soli fini esibizionistici o di lucro“.

Danni alla psiche dei bimbi

Nel testo è anche possibile leggere l’opinione di numerosi esperti dell’età evolutiva: “Come rappresentato da moltissimi psicanalisti interrogati sul tema, i bambini, una volta cresciuti e alle prese con la propria rete sociale, su quelle piattaforme, si ritroveranno dotati di un fardello di contenuti digitali impropriamente pubblicati nel corso degli anni dai genitori. Senza, ovviamente, che il soggetto più importante della relazione – il bambino – abbia avuto alcuna possibilità di dire la sua”.

La normativa che tutela i bimbi

Non è solo una questione di “etica”, ma anche, semplicemente, di legalità: “La tutela della vita privata e dell’immagine dei minori ha trovato tradizionalmente cittadinanza, nell’ordinamento italiano, nell’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine); nel combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché negli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (laddove, in particolare, l’art. 16 stabilisce che: “1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”), sottolineando in modo netto come debba essere necessariamente data preminenza agli interessi e alla dignità del minore. Inoltre il Codacons ha anche scritto una lettera a Facebook, intimando all’azienda di intervenire sospendendo  tutte le immagini ritraenti minori e diffuse in violazione della normativa vigente.

Ilaria Paoletti

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