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Roma, 27 apr – “Congiunti“: intorno alla parola utilizzata da Giuseppe Conte nella conferenza stampa di presentazione del nuovo Dpcm, in vigore dal 4 al 17 maggio, si è scatenata la polemica. Posto che i “congiunti” sono i familiari – genitori, fratelli, nonni, zii, cugini, ma anche i coniugi – e che Conte ha detto che con l’apposito modulo di autocertificazione compilato dal 4 maggio sarà possibile andare a fargli visita, la concessione del premier, la deroga alle restrizioni è davvero incongrua. Sì, perché per esempio non è possibile andare a far visita agli amici o ai fidanzati. Eppure si tratta – come nel caso dei parenti – di persone che hanno trascorso la quarantena non in regime di convivenza nella stessa casa e quindi con tutto quello che comporta in termini di rischi di contagio. E non c’è neanche l’eventualità che a dispetto di un nonno o di uno zio, la fidanzata o l’amico in queste settimane siano andati in giro a far danni: gli italiani sono tutti tappati in casa da giorni.

Serve un vincolo di sangue o legale per incontrarsi

E invece occorre un vincolo di sangue o legale (matrimonio) per essere autorizzati a potersi vedere da vicino. Anche se, sia chiaro, mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro, indossando la mascherina e fermo restando l’assoluto divieto di assembramento (niente feste né pranzi o cene allargati in famiglia). Altro nodo da sciogliere, le coppie di fatto sono assimilate ai “congiunti”? Mentre monta la polemica non è escluso che il governo giallofucsia – come spesso è accaduto nelle ultime settimane – torni sui suoi passi o quanto meno pubblichi dei chiarimenti in merito. Certo, il sospetto è che Conte e compagnia preferiscano optare per maggiori divieti invece che maggiori permessi.

Tutti i dubbi sugli spostamenti e quello che si sa di preciso

In ogni caso, nel frattempo sui media si moltiplicano i dubbi su come vanno interpretate le parole del premier (e il testo del decreto). Per esempio: si possono fare cene tra amici? La risposta è no. Perché gli amici non si possono andare a trovare (e ristoranti e pizzerie sono ancora chiusi, né si possono fare assembramenti all’aperto). Una cosa in tal senso è chiara: “Sono consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute o per incontrare congiunti”. Quindi viene concessa soltanto una motivazione in più nell’autocertificazione per gli spostamenti (obbligatoria almeno fino al 18 maggio): la visita ai parenti (anche con i nipotini al seguito, ma devono indossare la mascherina). Altro dubbio emerso: si può tornare nella regione dove risiedo? Sì, il rientro presso il domicilio o il luogo di residenza è sempre consentito. In base alle ordinanze regionali, una volta arrivati si deve fare la quarantena. Invece, non si può andare nelle seconde case. E’ uno spostamento non contemplato.

Arcigay si straccia le vesti: “Affetti di serie A e di serie B”

La questione “congiunti” è oggetto di critiche anche all’interno della stessa maggioranza giallofucsia, con il dem Graziano Delrio che parla di ingiustizia e suggerisce di aprire ai fidanzati. Per non parlare infine della comunità gay, si straccia le vesti perché il governo ha fatto distinzione tra “affetti di serie A e di serie B”. Scrive l’Arcigay: il fatto che “l’allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di ‘congiunti’, che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti dei cittadini e delle cittadine, che taglia fuori ciò che lo Stato non vede o non riconosce. Rivendichiamo con forza e senza disponibilità ad alcuna trattativa sul tema, una definizione di famiglia plurale e sociale, che sia in grado di includere tutte le formazioni elettive che costituiscono la rete di sostegno reale di tutte le persone, in primis le persone Lgbti”.

Chissà se per accontentare i gay, Conte non estenderà il permesso di visita ai congiunti in senso lato? Certo, la questione si complica: i “trombamici” valgono? C’è poco da ridere comunque: ancora una volta, il governo non è riuscito a non complicare un quadro già penoso di suo.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. la squallore di immagini come questa,ove una normalissima cittadina viene fermata con cipiglio severo come fosse una rom superpluripregiudicata, bolleranno per sempre l’operato di tanta gente in gamba,che in divisa in questi anni ha schivato pallottole per noi.

    sia ben chiaro,questo governo di damerini allo specchio ha gran parte della responsabilità,
    ma non tutta.

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