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Roma, 31 gen – Occhi puntati sull’hotel Palatino a Roma, dove alloggiavano i due cinesi contagiati dal coronavirus, ora sotto osservazione all’istituto Spallanzani. Infatti si segnala un nuovo caso sospetto all’ospedale di Tivoli, alle porte della Capitale, dove ieri si è presentato un 41 enne rumeno, Marian C., raccontando di lavorare proprio all’hotel di via Cavour. L’uomo è arrivato in ospedale alle 16.55, con una sintomatologia che poteva essere scambiata per una normale influenza se non fosse stato per la scrupolosa osservazione di un’infermiera professionale di triage che ha notato subito che il paziente non manifestava la sintomatologia medica di una normale influenza stagionale. A quel punto il personale sanitario ha – come si legge nel referto – “immediatamente invitato il paziente ad indossare mascherina chirurgica e lo stesso è stato subito collocato in sala isolamento”. Al contempo è stato allertato lo Spallanzani per il trasferimento del paziente. E’ stato anche immediatamente chiuso per disinfestazione il bagno del triage. Nella diagnosi si legge “sospetto contagio da coronavirus“.

Gli altri casi sospetti in Italia

Una donna di 36 anni di ritorno dalla Cina è ricoverata a Reggio Calabria con sintomi compatibili con il coronavirus 2019-nCoV. Nel Trevigiano un ragazzino appena rientrato con la madre da un viaggio in Cina presenta sintomi compatibili. Secondo i media locali non è stato ricoverato, ma dimesso con l’obbligo di restare a casa, evitando ogni contatto anche con i familiari mentre un tampone è stato inviato allo Spallanzani. Nella tarda mattinata di ieri è scattato l’allarme per una bambina cinese che frequenta la terza elementare a Fermo, nelle Marche. La bambina, rientrata da poco in Italia da un viaggio in Cina, era tenuta in casa dai genitori nonostante la febbre alta. Escluso il contagio da coronavirus, invece, per una donna cinese residente in Salento, secondo falso allarme in Puglia.

Adolfo Spezzaferro

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