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Coronavirus, primo caso in Vaticano. Anche la Città-Stato adotta le misure anti contagio

by Ludovica Colli
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Città del Vaticano, 6 mar – Il coronavirus arriva in Vaticano. “Questa mattina sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali della Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano per poter sanificare gli ambienti a seguito di una positività al Covid-19 riscontrata ieri in un paziente. Rimane però in funzione il presidio di Pronto Soccorso. La Direzione Sanità e Igiene sta provvedendo ad informare le competenti autorità italiane e nel frattempo sono stati avviati i protocolli sanitari previsti“. Così il portavoce vaticano Matteo Bruni annuncia il primo caso di contagio in Vaticano.

Anche in Vaticano sospesi eventi e adottate misure anti-contagio

Intanto anche nella Città del Vaticano arrivano disposizioni stringenti per contenere il contagio da Covid-19. Tra le nuove misure, come riporta l’Adnkronos, la Direzione sanità igiene del Governatorato chiede di “sospendere riunioni ed eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità”. Inoltre si chiede di “provvedere all’affissione nei luoghi di lavoro e all’ingresso dei servizi aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e di transito oltre che presso gli esercizi commerciali, delle norme per la prevenzione e diffusione dell’infezione Covid-19 emanate dalla Direzione di Sanità ed Igiene (Dsi) in data 25 febbraio”; di “sospendere o attuare misure di limitazione degli accessi a tutte le attività svolte in ambienti chiusi e/o di dimensioni limitate che comportino una partecipazione di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro“.

“Limitare viaggi e spostamenti se non necessari”

Ancora, saranno adottati “interventi di sanificazione straordinaria sui mezzi di trasporto ad utilizzo comune” e saranno sospese “tutte le attività formative”. Si chiede poi di “limitare i viaggi e gli spostamenti se non strettamente necessari; è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa del servizio di Guardia Medica dello Stato della Città del Vaticano, salvo specifiche indicazioni del personale sanitario preposto”.

“In caso di sintomi contattare guardia medica e non recarsi in ambulatorio”

Si invitano quindi i residenti all’interno della Città del Vaticano, “in caso di comparsa di sintomatologia simil-influenzale (tosse secca, raffreddore, mal di gola, febbre, difficoltà respiratoria) a contattare il Servizio di Guardia Medica della Dsi del Governatorato oppure la Sala Operativa dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile per programmare una visita domiciliare da parte di un medico della Dsi, evitando di recarsi direttamente presso gli ambulatori della Dsi; analogamente, per i residenti al di fuori dello Stato della Città del Vaticano e assistiti del Fondo Assistenza Sanitaria si suggerisce di contattare il Medico di Medicina Generale del Fondo di Assistenza Sanitaria della propria zona, evitando di recarsi direttamente presso gli ambulatori della Dsi”.

Insomma, anche tra le mura del Vaticano tira aria di quarantena, con la differenza che proprio in virtù delle sue mura, nella Città-Stato in teoria dovrebbe essere più semplice contenere i contagi.

Ludovica Colli

 

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Giorgio 6 Marzo 2020 - 1:33

Possiedono tesori, è ora che paghino anche loro.

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