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Milano, 18 mar – “Tutti i giorni faccio questo appello: amici, lo sto dicendo in modo educato ma tra poco bisognerà cambiare il tono, se non lo capite con le buone bisogna essere un po’ più aggressivi: non dovete uscire, dovete stare in casa“. E’ l’ennesimo appello del governatore della Lombardia Attilio Fontana in una diretta Facebook sull’emergenza coronavirus. “Purtroppo – ha sottolineato il presidente della Regione – i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere alti e tra poco non saremo in grado di dare una risposta a chi si ammala. Vi stiamo chiedendo un sacrificio per salvare le vite umane. Forse non lo avete ancora capito ma ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri“. Ecco perché Fontana lancia un avvertimento forte e chiaro: “Per adesso ve lo chiediamo, se si dovesse andare avanti” con comportamenti errati “chiederemo al governo di emanare provvedimenti ancora più rigorosi“.

L’appello ai medici e infermieri ancora non coinvolti nell’emergenza

Il governatore lombardo ha inoltre lanciato un “appello accorato a tutti i medici e infermieri” ancora non coinvolti nell’emergenza coronavirus. A quelli “andati in pensione negli ultimi due anni, a quelli che svolgono la loro attività in strutture private, agli specialisti in rianimazione del pronto soccorso: mettetevi a disposizione del nostro sistema per darci una mano in questi giorni”, è la richiesta di Fontana. “Attraverso la disponibilità e la collaborazione di questi professionisti – conclude – potremo dare delle risposte più importanti e realizzare tutti i progetti in cantiere”.

“Governo intende realizzare due hub di rianimazione sul modello di quello alla Fiera di Milano”

Fontana ha anche anticipato l’intenzione da parte del governo di realizzare altri due hub di rianimazione sul modello di quello già in cantiere alla Fiera di Milano: “Uno al Centro e uno al Sud”. “Questa è una cosa che da un lato mi inorgoglisce, perché è evidentemente un’idea che ha avuto successo, e dall’altra mi rafforza, perché è chiaro – ha aggiunto – che se avessimo deciso una cosa e il governo avesse detto che la non condivideva sarebbe stato un po’ più complicato e forse avemmo dovuto avere qualche ripensamento”. Il commissario per l’emergenza Arcuri “ha detto che non è in grado di dirci di che entità sarà l’aiuto, ma – ha concluso – ha assicurato che ci sarà soprattutto in termini di materiali. Capisco che le richieste sono tante, vengono da tutta Italia”.

Ludovica Colli

4 Commenti

  1. Nel decreto di Conte non c’è il divieto di uscire di casa… Basta leggerlo, è disponibile sul bollettino. Non capisco invece l’arroganza dei presidenti delle regioni(non sono governatori….) che pensano di poter scavalcare il decreto! Vergogna!le regioni non possono sostituirsi al presidente del consiglio, capito gran signore di Fontana??

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