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Roma, 16 mar – Il governo avrebbe pronti i militari in caso di espansione dell’epidemia da coronavirus nel sud Italia. Si tratterebbe, secondo un retroscena del Giornale, di circa 7mila uomini in “stato di prontezza”, in appoggio alle forze dell’ordine. Obiettivo: far rispettare le disposizioni per contenere il contagio e mantenere l’ordine pubblico, su richiesta dei prefetti.

“Virus potrebbe contagiare 92mila persone, con problemi per l’ordine pubblico”

Secondo le stime in possesso di Palazzo Chigi, il coronavirus potrebbe contagiare un totale di 92mila persone e determinare “una situazione estremamente grave per quanto riguarda l’ordine pubblico”. Questo sarebbe stato evidenziato nella riunione del 9 marzo del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cnosp) con il premier Giuseppe Conte. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese prevede un quadro preoccupante “in prospettiva delle limitazioni alle libertà individuali, delle difficoltà economiche e degli sviluppi negativi dell’epidemia, come il collasso del sistema di assistenza”. E tutto questo soprattutto al Sud, dove si prevede un aumento del numero dei contagi.

“Zone a rischio disordini grandi città come Bari e Napoli”

“Le zone a rischio virus e disordini sono le grandi città come Bari, Napoli, Caserta. Basta analizzare la densità di abitante per chilometro quadrato”, spiega una fonte governativa sempre al Giornale. Al Sud peraltro la criminalità organizzata potrebbe fomentare rivolte e anche gli immigrati potrebbero essere un fattore destabilizzante se il quadro dovesse peggiorare. A quel punto il sistema – non solo quello sanitario – andrebbe in tilt. Altro fattore di rischio, le carceri – dove per adesso le rivolte si sono placate ma potrebbero scoppiare di nuovo.

Il rischio principale arriva dall’esodo dal Nord

Insomma, l’epidemia potrebbe far saltare il Sud. Come fanno presente anche i deputati siciliani di Forza Italia: “Sicilia, Calabria, Puglia, Campania non hanno strutture sanitarie adeguate per contrastare un picco dei contagi“, avvertono. Ecco perché il governatore siciliano Nello Musumeci è corso ai ripari, interrompendo i collegamenti da e per l’isola. E’ proprio questo che preoccupa il Cnosp: il flusso incontrollato dal Nord. “Per colpa del governo che non ha dato l’ordine all’esercito e alle forze dell’ordine di fermare l’esodo”, è l’accusa di una fonte militare.

L’impegno delle Forze armate

Dal canto suo, l’Esercito si prepara al peggio e oltre ai 7mila uomini dell’operazione Strade sicure ne ha mobilitati altrettanti “su base regionale con un piano di dispiegamento che varia dalle 24 alle 150 ore“. Inoltre, in un giorno può essere montato ovunque un ospedale da campo Role 2 plus, con terapia intensiva. Se la situazione dovesse precipitare in una città di mare come Napoli o Bari, la Marina ha a disposizione una nave con funzioni da ospedale. Come è noto, al momento sono già impiegati nell’emergenza una settantina di medici militari, ma le Forze armate possono arrivare a 200-300 unità. Infine, come riporta il sito ufficiale del ministero della Difesa, 72 ufficiali di collegamento collaborano con 36 prefetture per le attività di coordinamento relative all’emergenza e la pronta capacità di risposta delle unità operative, logistiche e sanitarie dell’Esercito.

Ludovica Colli

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