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Washington, 27 mar – Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito al mondo dall’epidemia di coronavirus. Il numero dei contagiati infatti ha superato quello della Cina. Ma il presidente Donald Trump va all’attacco di Pechino: “Nessuno sa quali siano i numeri in Cina”. In base ai dati ufficiali comunicati dai rispettivi governi, con oltre 85 mila contagiati da coronavirus (e oltre 1.200 vittime) gli Stati Uniti hanno superato la Cina (e l’Italia). Pechino riporta circa 81 mila casi e sostiene che le poche decine di nuovi contagiati sono tutti provenienti dall’estero, ragion per cui ha blindato le frontiere e tagliato gran parte dei voli internazionali.

Trump: “Numeri Usa tributo alla nostra capacità di fare test”

Il presidente Usa punta il dito sul monitoraggio della pandemia. Quando, nel corso di una conferenza stampa di aggiornamento delle misure contro l’emergenza è stato interpellato su questo sgradito sorpasso, ha risposto che da un lato Washington sta intervenendo in modo molto intenso sui controlli nella popolazione e sui soggetti a rischio, investendo molti soldi, dall’altro “e chi lo sa quali sono davvero i numeri in Cina?“, ha minimizzato. In ogni caso, il dato Usa – ha dichiarato Trump – “è un tributo alla nostra capacità di fare test“. Toni più morbidi e distensivi quelli usati poi su Twitter: “La Cina ha molta esperienza e ha sviluppato una forte conoscenza del virus. Stiamo lavorando a stretto contatto insieme. Molto rispetto! Ho appena concluso un’ottima conversazione con il presidente Xi della Cina – ha scritto Trump -. Abbiamo discusso nei dettagli dell’emergenza coronavirus che sta devastando gran parte del nostro pianeta”.

Trump: “Torneremo a lavorare molto presto”

Poi il presidente Usa ha lanciato messaggi di incoraggiamento: “Dobbiamo tornare al lavoro, la nostra gente vuole tornare al lavoro. Ci impegneremo su questo, la prossima settimana avremo molte più informazioni ma dobbiamo ripartire”, ha detto. “Un sacco di gente fraintende cosa intenda io quando dico tornare al lavoro”, ha corretto il tiro subito dopo. Ovviamente si procederà per gradi e con cautela, ha precisato: “Ci terremo a distanza, ci laveremo le mani, limiteremo la socialità ma torneremo a lavorare e penso che accadrà piuttosto velocemente. Il mondo è in guerra con un nemico che si nasconde – ha poi scritto su Twitter -. Vinceremo!”.

Il più colpito è lo Stato di New York: “Metà della città sarà contagiata”

Con 330 milioni di abitanti, gli Stati Uniti sono la terza nazione più popolosa al mondo, e ora è l’epicentro della pandemia. Il più colpito è lo Stato di New York dove sono stati registrati quasi 40 mila casi. Secondo il governatore Cuomo, sono stati registrati settemila casi in 24 ore e circa 100 morti in più, che ha portato il totale a 385 vittime. Per il sindaco De Blasio, almeno metà della popolazione della città (9 milioni di abitanti) sarà contagiata. Intanto il numero di contagiati totali nel mondo ha superato le 530 mila persone, con oltre 24 mila decessi, secondo i dati del Csse della Johns Hopkins University degli Stati Uniti.

Adolfo Spezzaferro

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