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Ma quale rieducazione per migranti, chi stupra sa quello che fa

by Adriano Scianca
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stuproRoma, 5 feb – Si moltiplicano in tutta Europa – sono già noti i casi dei Paesi scandinavi e della Svizzera – i corsi per insegnare agli immigrati le buone maniere occidentali e il rispetto della donna. Evidentemente questa boiata paternalistica e inutile viene ritenuta un’idea geniale (non che ne siano rimaste tante altre, per cercare di ricomporre i pezzi di un modello andato in frantumi). L’ultimo caso è avvenuto a Colonia, la città del gioioso San Silvestro multiculturale, dove la Caritas locale ha provveduto a spiegare agli immigrati il senso del “Weiberfastnacht”, il carnevale delle donne, ovvero la festa del giovedì grasso in cui, di solito, il sesso femminile la fa da protagonista e i freni inibitori vengono un po’ meno. Ovviamente – complice il simpatico clima in città con 2500 poliziotti, 400 processi per direttissima già predisposti in anticipo, l’invito della polizia a non indossare armi giocattolo sui costumi per evitare di essere impallinati – quest’anno non è avvenuto nulla di tutto ciò. Sia mai che qualche migrante “fraintenda”.

In realtà non si capisce bene da dove derivi la possibilità di questi pretesi “fraintendimenti”: davvero credete che quando un nordafricano stupra, molesta o picchia una donna lo faccia ingenuamente, credendo che la cosa sia lecita per via della “differenza culturale” che ci separa da lui? E magari di mezzo c’è il famoso spettro dell’Islam, come se la feccia sbronza e arrapata di Colonia accerchiasse le donne recitando sure del Corano…

In un articolo contorto e involuto su quanto avvenuto a San Silvestro, il filosofo sloveno Slavoj Zizek è tuttavia riuscito, tra una denuncia del fascismo e l’altra, a centrare almeno un punto con grande chiarezza: “I tentativi ingenui di ‘illuminare’ gli immigrati (cioè di spiegare loro che i nostri costumi sessuali sono diversi, che una donna che cammina per strada sorridente in minigonna non ti sta invitando a fare sesso, ecc) sono di un’impressionante stupidità. Loro sanno molto bene tutto ciò, ed è proprio per questo che lo fanno. Sanno che quello che fanno è radicalmente estraneo alla nostra cultura, e lo fanno per lo scopo specifico di ferire la nostra sensibilità”. Se capissimo questo saremmo in effetti già un pezzo avanti. È il messaggio di Arancia Meccanica, in fondo: i “cattivi”, a volte, non sono tali per la mancanza di cultura o per le colpe della società. Sono cattivi e basta. A volte, chi ti violenta ha semplicemente intenzione di violentarti.

Adriano Scianca

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Paolo 6 Febbraio 2016 - 11:38

Ci sono ancora troppi ingenui che si sforzano di credere che il Lupo, se opportunamente rieducato, riesce a convivere in pace con l’ agnello.
Ingenui ostinati ed ottusi che vogliono credere che il male non esiste, ma è semplicemente indotto dalla società, dal sistema.

Il lupo è lupo, e basta.

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