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Roma, 30 mar – I nuovi contagi da coronavirus potrebbero azzerarsi tra il 5 e il 16 maggio. E’ la stima dell’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma (fondato dalla Banca d’Italia nel 2008) che però basa la sua analisi sui dati del bollettino della Protezione civile, che come sappiamo non sono attendibili circa il numero reale dei contagiati. Secondo la ricerca, come riporta il Corriere della Sera, alcune regioni, come Veneto e Piemonte, possono raggiungere il risultato già nella prima metà di aprile e la gran parte dei territori entro lo stesso mese. Ultima in ordine di tempo, la Toscana, dove le nuove diagnosi di Covid-19 si azzererebbero appunto fra il 5 e il 16 maggio. La proiezione si basa sulle variazioni quotidiane e la loro evoluzione nel tempo dei dati comunicati tutti i giorni alle 18 dalla Protezione civile. Il lavoro è affidato al professor Franco Peracchi (esperto di econometria affiliato anche alla Georgetown University e all’Università di Tor Vergata) e sarà aggiornato e pubblicato ogni sera sul sito dell’Eief dopo il bollettino della Protezione civile.

Ecco come funziona il calcolo statistico

Nel dettaglio, l’intervallo di oltre dieci giorni fra l’ipotesi più ottimistica (5 maggio) e quella meno (16 maggio) dipende dai metodi di calcolo su cui si basano le proiezioni: nel primo caso si valutano i valori mediani – ossia che stanno nel mezzo della distribuzione delle probabilità fra le evenienze peggiori e migliori – mentre nel secondo caso si prendono in considerazione anche i valori estremi e fuori dalla norma delle prossime settimane.

Contagi zero in Veneto il 14 aprile, nel Lazio il 16, in Lombardia il 22

Ebbene, sulla scorta dei dati ufficiali sui contagi, alcune regioni appaiono molto più vicine di altre a raggiungere l’obiettivo zero nuovi contagi. In Trentino-Alto Adige quella soglia dovrebbe essere raggiunta il 6 aprile, in Basilicata il 7, in Valle d’Aosta l’8, mentre in Puglia ci si dovrebbe arrivare il 9 aprile. Ma per le regioni più colpite d’Italia ci vorrà più tempo. Sempre in base all’analisi dei dati, il Veneto arriverà al giorno-zero contagi il 14 aprile, la Lombardia il 22 aprile e l’Emilia-Romagna il 28 aprile. Per il Lazio invece il giorno-zero sarà il 16 aprile, pochi giorni prima di Calabria e Campania. Una precisazione, il modello non prevede le date per Marche, Molise e Sardegna perché allo stato attuale i dati relativi alle tre regioni non sono abbastanza ampi. Altra precisazione, le proiezioni su base regionale possono variare di continuo, perché bastano anche pochi casi di contagio in più per modificare ampiamente le estrapolazioni statistiche. Ecco perché – ci tengono a sottolineare gli esperti – fa più fede la tendenza nazionale, fondata su una base di dati più vasta, che appunto indica la seconda o terza settimana di maggio come fine dei nuovi contagi.

Peracchi: “Attuale numero casi non è pari a quello degli abitanti attualmente infettati”

Proprio il professor Peracchi precisa che “va notato che il numero dei casi in questo momento non è pari al numero degli abitanti del Paese attualmente infettati, ma solo a quello di coloro che sono risultati positivi al test. La quantità di persone attualmente infettate è probabilmente maggiore di un intero ordine di grandezza“. L’esperto autore dello studio fa presente inoltre che “la proporzione fra i casi positivi e il numero di persone infettate in ogni momento dato non va considerata costante, perché i criteri e l’intensità dei test variano nel tempo e fra regioni”. Insomma, nessun calcolo preciso, nessuna previsione sicura al 100%, ma indicazioni di tendenza, come fa presente Luigi Guiso, docente di Household Finance dell’Eief. Indicazioni che però dovrebbero diventare sempre più affidabili man mano che la Protezione civile aggiorna i dati. “Verso la fine di questa settimana dovremmo avere dati più precisi e più stabili“, commenta Guiso. Vista la forbice statistica molto ampia, infine, l’economista propone di utilizzare i primi territori a zero contagi per testare come alleggerire gradualmente le restrizioni per persone e attività commerciale, al fine di verificare sul campo quali siano le misure più sicure. Certo, precisa, per poter fare questo le restrizioni sugli spostamenti da un territorio all’altro del Paese devono restano in vigore.

Adolfo Spezzaferro

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