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Roma, 30 ott – Emergono altri, inquietanti, particolari sulla morte di Desirée, la giovane di Cisterna di Latina morta dopo 12 ore di agonia nello stabile di via dei Lucani, al quartiere San Lorenzo di Roma. Non solo è stata stuprata quando era incosciente, sotto l’effetto devastante del mix di droga e psicofarmaci che le era stato somministrato. I suoi aguzzini, che a turno attendevano in fila di poter abusare di lei, l’avrebbero violentata anche da morta.
Mentre si attendono i risultati dell’autopsia, gli inquirenti puntano a scoprire alti importanti elementi utili a ricostruire i fatti della notta tra il 18 e il 19 ottobre scorso in quel container di via dei Lucani. Un aiuto potrebbe arrivare dall’esame tossicologico e da quello sul dna, che potrebbe dire quante persone realmente abbiano stuprato la giovane Desirée.
I quattro immigrati irregolari fermati per l’omicidio rimangono in carcere, anche se l’interrogatorio di Yusif Salia, il ghanese di 32 anni in carcere a Foggia, dove è stato fermato con 11 chilogrammi di marijuana nella baracca dove si era rifugiato dopo l’omicidio, ha subito uno slittameto perché l’africano sarebbe ammalato. Anche le altre otto persone, uomini e donne, che erano attorno a Desirée nelle sue ultime ore di vita potrebbero venire iscritti nel registro degli indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento. Gli inquirenti, però, stanno dando la caccia ad almeno altri due possibili componenti del branco che ha stuprato e ucciso l’adolescente, chiamati in causa a vario titolo da testimoni presenti la notte della morte di Desirée.
A dieci giorni dalla morte della 16enne, espletati gli adempimenti medico legali il corpo della piccola è stato restituito alla famiglia e sono stati organizzati i funerali, che si svolgeranno oggi pomeriggio nella chiesa di San Valentino a Cisterna di Latina, nel quartiere dove vivono i nonni e la mamma di Desireé e dove abitava la sedicenne. Intanto a Roma è stato proclamato il lutto cittadino.
Anna Pedri
 

1 commento

  1. Finchè tutti gli italiani ed europei non capiranno bene che per gli africani musulmani è giusto violentare una donna che esce di casa non accompagnata da un parente maschio e senza velo, non ci saranno gli anrticorpi necessari a ricacciarli nel loro paese.Poi con papa Francesco pro gay e musulmani che gli invita tutti in Italia, non nel vaticano, la situazione resta ancora disperata

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