Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 30 ott – Mentre la maggioranza scricchiola sul fronte dl sicurezza, con i dissidenti a 5 Stelle intenzionati a non votare il decreto in Senato, sul tavolo del governo c’è un rapporto di Goldman Sachs che spaventa Lega e M5S. Anzi, più Di Maio, a dire il vero.
Sì, perché per la banca d’affari Usa è difficile che l’esecutivo gialloverde superi la metà del prossimo anno (che sopravviva quindi all’esito delle elezioni europee) ed è possibile che venga sostituito da un governo di centrodestra. Da qui la preoccupazione per il capo politico dei 5 Stelle.
“È improbabile che il governo sopravviva fino alla metà del prossimo anno”, si legge nel rapporto. Più facile che venga “sostituito da un esecutivo internamente più coerente o di centrodestra o di centrosinistra, che segua una politica di bilancio meno aggressiva, incentrata o su tagli alle tasse (flat tax) o su un aumento dei trasferimenti (come il reddito di cittadinanza, ndr), ma non su entrambe le misure”. Un tale risultato, scrive ancora Goldman Sachs, “limiterebbe l’aumento del deficit e del debito pubblico rispetto al programma del governo attuale”.
Al momento la coalizione di maggioranza è ben vista dal 60% dell’elettorato, sottolinea la potente banca d’affari, secondo cui “l’attuale governo sopravviverà almeno fino alle prossime elezioni europee di maggio e non tornerà indietro dai suoi propositi in materia di politiche di bilancio almeno fino a quel momento”.
Tale valutazione si basa sul fatto che i “partiti di governo puntano a massimizzare il voto alle europee e potrebbero cercare di realizzare alleanze con altri partiti europei che condividano una visione simile, con l’obiettivo di cambiare la rete istituzionale nella direzione da loro preferita (allentamento delle regole fiscali, cambio del mandato della Bce, stretta sulle politiche riguardanti l’immigrazione)”.
Tuttavia, osserva la banca americana, “se la situazione economica italiana dovesse peggiorare, il supporto elettorale potrebbe diminuire e le strategie potrebbero cambiare: o Lega e M5S resterebbero alleati cambiando però la politica economica rendendola più credibile, o ci potrebbero essere nuove elezioni e un nuovo governo, o di centrodestra o di centrosinistra ma con una inversione rispetto alle attuali politiche economiche”.
Poco probabile, invece, sostiene Goldman Sachs, la nascita di un governo tecnico o di uno di larghe intese, che non avrebbe il voto di fiducia in Parlamento.
Questo significa che la banca d’affari – almeno per adesso – non ha mire su Palazzo Chigi e non intende rifilare al popolo italiano un altro governo tipo quello di Mario Monti (che, come è noto, è stato “international advisor” proprio di Goldman Sachs).
Adolfo Spezzaferro

Commenta