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Roma, 3 lug – Luigi Di Maio interviene sulla liberazione del capitano della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, da parte della Gip di Agrigento, Alessandra Vella e utilizza Twitter per esprimere la sua opinione.

“Ribadisco vicinanza a GdF”

“Mi sorprende la scarcerazione di Carola Rackete. Io ribadisco la mia vicinanza alla Guardia di Finanza. Il tema resta però la confisca immediata dell’imbarcazione” insiste Di Maio. “Se confischiamo subito, la prossima volta non possono tornare in mare e provocare il nostro Paese e le nostre leggi”. Questa sembra una presa di posizione che va a sostenere le argomentazioni di Matteo Salvini.

Di Maio e la proposta di legge anti-Ong

Già il 1 luglio scorso , Di Maio espresse una visione che sembra sposare e condividere quella del partner di governo Matteo Salvini: “Bisogna individuare una soluzione affinché quelle imbarcazioni che se ne fregano delle nostre leggi non tornino più in mare già alla prima infrazione” dichiarò Di Maio. “Stiamo studiando una proposta in questo senso: non si può andare avanti sequestrando e poi dissequestrando la stessa imbarcazione, e sta per accadere di nuovo con la Sea Watch 3“. E Di Maio precisa l’idea dietro questa proposta di legge: “Dobbiamo fare in modo che le navi che provocano il nostro Paese, compromettendo anche la sicurezza delle nostre forze dell’ordine com’è accaduto in questi giorni, restino in dotazione allo Stato italiano“.

Ma lo stesso M5S lo contraddice

Tuttavia, è proprio un’iniziativa del Movimento Cinque Stelle a cui Di Maio fa capo quella che ha permesso ad alcuni membri delle Ong, tra cui anche la Sea Watch, di accedere in via istituzionale alla Camera dei deputati come “soggetti interessati alle norme in discussione” (a detta dei pentastellati Giuseppe Brescia e Francesca Businarolo, presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Montecitorio) nell’ambito di una audizione in Commissione per discutere del Dl sicurezza Bis. Chi viola le leggi, secondo il partito di Di Maio, può invece partecipare a discussioni che ne permettano la riforma. Al contempo, nelle sue dichiarazioni Di Maio “spalleggia” Salvini e diventa giustizialista: il teatro dell’assurdo è completo.

Ilaria Paoletti