Il Primato Nazionale mensile in edicola

Palermo, 4 gen – La violazione del decreto Sicurezza annunciata dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando non può, con tutta evidenza, essere ignorata da parte delle autorità. Se un primo cittadino, oltretutto di una delle principali città italiane, si pone palesemente contro una legge dello Stato, rivendicandolo, è quantomeno chiamato a risponderne. Ecco allora che non stupisce affatto la “visita” odierna degli agenti della Digos all’anagrafe di Palermo. “Hanno chiesto – riferiscono gli impiegati dell’ufficio comunale- cosa accade sulla regolarizzazione delle posizione di un richiedente asilo e quali sono le procedure che stiamo seguendo”.



Una prassi d’uopo, considerato che ieri il capo area Maurizio Pedicone ha trasmesso all’ufficio anagrafe il documento del 21 dicembre scorso in cui in sindaco di Palermo dispone la sospensione delle procedure previste dal decreto sicurezza. Il documento sarebbe stato “ricevuto da questo ufficio soltanto ieri (2 gennaio, ndr) alle 17.07”. Di fatto Orlando ha disposto all’anagrafe, con un ordine scritto, di non applicare la nuova legge nel punto in cui impedisce ai richiedenti asilo di ottenere la residenza, mettendo così gli impiegati in una condizione quantomeno difficile.

I rappresentanti sindacali degli impiegati hanno diramato una nota in cui esprimono forte preoccupazione: “Non possiamo permettere che a rimetterci siano i dipendenti del Comune dell’ufficio anagrafe che accogliendo le richieste dovranno difendersi in giudizio”, si legge nella nota. “Abbiamo ricevuto diverse telefonate da parte dei funzionari e dipendenti comunali che non sanno cosa fare e sono preoccupati per i rischi a cui vanno incontro. Apporre una firma ad un provvedimento li espone a possibili denunce e in caso di condanna alla perdita del posto di lavoro”, spiegano i rappresentanti sindacali. Nel frattempo, come era prevedibile vista la presa di posizione di Orlando, ben dieci richieste di residenza sono state presentate al comune di Palermo da parte di extracomunitari.

Aggiornamento ore 18: La notizia di “un’asserita presenza di personale della Digos di Palermo presso l’Ufficio Anagrafe del Comune, per assumere informazioni sulle procedure sui richiedenti asilo politico è destituita di ogni fondamento”. E’ quanto comunicato dalla questura di Palermo, che ha specificato poi che “nessun dipendente della locale Digos ha fatto accesso negli uffici comunali”.

Alessandro Della Guglia



La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Se questi dipendenti comunali disattendono l’ordine scritto da Orlando non verranno licenziati perché stanno applicando una legge italiana e quindi di che si lamentano?

    Che non possono leccare il cu… al troglodita terzomondista radical chic di Orlando?

    In breve, se gli vogliono continuare a leccare il cu… a quel troglodita terzomondista di Orlando che lo facciano a loro rischio e pericolo!!

  2. Esiste una LEGGE PROMULGATA dal Capo dello Stato! Se questi sindaci di sinistra disattendono le leggi dello Stato ne risponderanno LORO e non i Dipendenti Comunali che svolgono il loro LAVORO d’ufficio essendo STIPENDIATI PER QUELLE MANSIONI! Questi sindaci guarda caso SEMPRE DI SINISTRA sono incapaci di amministrare pure il loro condominio! Stanno continuando a fare campagna elettorale a favore dei migranti, ancor poi con questo fantomatico “IUS SOLIS”! Ma insomma stanno remando dalla parte SBAGLIATA e non gli entra nelle loro ZUCCHE BACATE! Stanno solo facendo guadagnare altri voti in più al Vice Presidente e Ministro Degli Interni Matteo Salvini e al Governo del Cambiamento!!! Poveri falliti sinistrati!!! Gli unici che sono rimasti a loro sostegno sono tutta la marmaglia che fa parte del fantomatico “Stato del Vaticano”.

Commenta