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Roma, 3 mar – Da lunedì 8 marzo oltre sei milioni di studenti rischiano di dover tornare a seguire le lezioni da casa, se i governatori delle regioni disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E’ la conseguenza di quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo. A calcolare il numero di alunni costretti alla didattica a distanza è la rivista specializzata Tuttoscuola: si potrebbe arrivare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre tre milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in Dad.

Sei milioni di ragazzi rischiano di tornare alla Dad, non capitava dal lockdown 2020

Per effetto del nuovo Dpcm, oltre sei milioni di studenti potrebbero tornare a seguire le lezioni da casa, il doppio di oggi. Una chiusura così massiva non si verificava dal lockdown del 2020. Questi i numeri: due milioni e 700 mila bambini della scuola dell’infanzia e primaria, un milione e 200mila alunni delle medie e due milioni e 300 mila studenti delle superiori saranno molto probabilmente impegnati nella Dad. Sì, perché in ben 14 regioni su 20 potrebbero essere chiuse tutte le scuole, dalla materna alle superiori. Per adesso si salvano soltanto Veneto, Lazio, Sicilia, Calabria, Valle d’Aosta. Oltre alla Sardegna che essendo in zona bianca è l’unica regione che avrà tutti gli studenti in presenza.

Un danno terribile, di apprendimento per gli studenti ed economico per le famiglie

Abbiamo provato a tenere aperte le scuole ovunque sia possibile, non esiste divisione tra chi le vorrebbe aperte e chi chiuse. Sono un servizio essenziale, se viene tolto è una perdita per ragazzi e per le famiglie. Non ho condiviso molte cose della ministra Azzolina, ma ho apprezzato il suo sforzo per tenerle aperte più possibile”. Così il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare per le questioni regionali. Ma la sostanza non cambia: a discrezione di sindaci e governatori, tutte le scuole di ogni ordine e grado potranno essere chiuse. Il danno sarebbe terribile: di apprendimento per gli studenti, soprattutto per quelli di elementari e medie, ed economico per i genitori costretti in casa a seguire i loro figli. Per queste famiglie i cosiddetti ristori sono tutt’altro che congrui e tempestivi.

Tutti i numeri della Dad: a casa 3/4 degli studenti

Se i governatori dovessero optare per la chiusura, dunque, circa tre quarti (il 73%) degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie saranno impegnati nella didattica a distanzaTuttoscuola, sulla base degli ultimi dati della Fondazione Gimbe (che ha rilevato l’incidenza di casi positivi per 100 mila abitanti sul territorio nazionale), ha calcolato, regione per regione, quanti alunni rischiano di essere spediti a seguire le lezioni da casa. Nello specifico, le regioni interessate da questa chiusura totale che andrebbero ad aggiungersi alle situazioni già note sono la Lombardia con 1.401.813 alunni in Dad, la Campania con 944.993, l’Emilia-Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231, la Toscana con 504.616, le Marche con 212.161, la Liguria con 189.785, il Friuli Venezia Giulia con 156.003 e l’Umbria con 119.177. A queste vanno aggiunti alcuni comuni nel Lazio tra cui anche la provincia di Frosinone.

Ecco le regioni che potrebbero salvarsi

Si potrebbe salvare da questa chiusura totale il Lazio (indice di contagio a 235) che potrebbe mantenere 626.190 alunni con didattica in presenza. Ma anche la Sicilia (indice a 145) con 615.891 alunni a scuola, il Veneto (indice 207) con 573.694, la Calabria (indice a 121) con 233.209 a scuola, la Valle d’Aosta (indice 90) con 15.552 in presenza. E ovviamente la Sardegna (indice 71) con 207.286 alunni in zona bianca.

Adolfo Spezzaferro

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