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Roma, 25 feb – Brutte notizie per gli italiani: il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 6 marzo, coprirà (e ci rovinerà) anche le vacanze di Pasqua, fino a martedì 6 aprile. Restrizioni, chiusure e divieto di spostamento tra regioni: il governo Draghi resta nel solco del Conte bis, grazie alla continuità garantita dal ministro della Salute Roberto Speranza, che è per la linea dura. Mentre il leader della Lega Matteo Salvini continua a reclamare “un cambio di passo” e nella maggioranza si allargano le richieste di riaperture serali di ristoranti ed altre attività – dai cinema alle palestre – resta tutto “congelato” fino a dopo Pasqua.



Nuovo Dpcm: attesa per i dati del monitoraggio di domani

Ufficialmente per una definizione del Dpcm si attendono i dati del monitoraggio settimanale di domani. Ma gli esperti del Cts e Speranza già si stracciano le vesti. Le nuove varianti sono pericolose, i contagi in aumento (anche se di poco), non si può dunque riaprire niente. Di fatto, l’emergere delle varianti condizionerà la campagna vaccinale e dunque vanno tenute sotto controllo. Intanto si prosegue con le zone rosse “su misura”. Negli ultimi giorni è stata segnalata, da parte di cinque regioni, la necessità di 25 zone rosse per contenere focolai. Ecco perché il nuovo Dpcm sarà dettato dal “principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute”, perché “non ci può essere vera crescita, senza sicurezza sanitaria”. Per adesso dunque la linea di Speranza resta quella del governo.

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Il divieto di spostamento tra regioni

In Gazzetta ufficiale, intanto, è stato pubblicato il decreto legge che proroga il divieto di spostamenti tra le regioni fino al 27 marzo, consentendo comunque “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Divieto che sarà prorogato ancora, per impedire agli italiani di partire per Pasqua, ovviamente.

Gelmini: “Chiusure partiranno dal lunedì e non più dalla domenica”

Oggi Speranza e il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini si confrontano con Regioni, Province e Comuni sulle nuove misure da adottare. La Gelmini dal canto suo annuncia che il governo sta lavorando per una graduale riapertura dei luoghi di cultura. “Il ministro Franceschini – spiega – ha avviato un confronto con il Cts per far in modo che, superato il mese di marzo, si possano immaginare riaperture con misure di sicurezza adeguate”. Quindi per l’eventuale riapertura di cinema e teatri bisognerà aspettare fino a dopo il 6 aprile. Unica concessione, per adesso, le chiusure in base alle fasce di rischio – annuncia sempre la Gelmini – non partiranno più dalla domenica ma dal lunedì.

Il fronte bipartisan per le riaperture, da Salvini a Bonaccini

Dai territori comunque sale forte la richiesta di inserire nei provvedimenti anche i ristori per le attività economiche colpite dalle chiusure a singhiozzo. L’apertura dei ristoranti a cena viene invocata dalla leader di FdI, Giorgia Meloni. Insiste pure Matteo Salvini: “Credo che un ritorno alla vita e all’attività di categorie chiuse da troppo tempo – osserva – sia un’idea condivisa con il presidente Draghi. Salute e lavoro non sono su piani separati: a rischio due milioni di posti di lavoro. Ci rendiamo conto del problema?”. Anche il governatore dem dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, resta al fianco di Salvini: “Quando il ministro Franceschini, che mi sembra faccia ancora parte del Pd – ricorda – ha proposto, quando potrà essere consentito, di riaprire non solo i musei, ma anche cinema e teatri, fa una proposta di buon senso”.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Speranza, laureato in scienze politiche e assolutanmente non all’ altezza, è stato voluto fortemente da Mattarella.E’ Mattarella che dobbiamo ringraziare per l’ incarcerazione domiciliare dopo le 10 di sera con la scusa di un virus non piu’ virulento di altri negli anni passati.E’ il grande reset dei banchieri come detto di recente a Davos, ci toglieranno ogni proprietà con la scusa del reddito universale oltre alla libertà gia finita da un anno con il fine di controllarci come polli da allevamento.Ovviamente questo è un attentato al popolo italiano che si vuole ridurre ad una massa di disperati senza diritti ma nessuno al potere si oppone.Vogliono far fallire il paese e tutte le sue attività economiche nazionali,ovviamente escluse quelle di proprietà dei banchieri.

    • Per la verità è da mo’ che ci hanno tolto le proprietà (basti pensare a cosa accade se non paghi le varie gabelle crescenti, pesanti anche causa sino-virus), la proprietà è di fatto una illusione terrena sulla quale, prima o poi si scanneranno anche i banchieri. Non li ritengo infatti così uniti come appaiono…
      Circa Speranza, Mattarella… davvero il nulla al potere! Si rimpiange Cossiga, detto tutto.
      La questione italiana, e non solo, si ridefinirà in meglio solo allorché sarà messa in seria discussione e cambiata la incancrenita disponibilità e distribuzione del suolo-terra…
      Questo parlando solo dal punto di vista materiale… Per il resto siamo al post-“requiem”.

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