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Roma, 20 mag – E’ morto ieri alle 16 al Policlinico Umberto I di Roma Mohamed Gabr Mostafa Salem, il giovane egiziano di 19 anni che martedì pomeriggio era stato accoltellato, assieme ad un connazionale di 21 anni, da un italiano di 39, che voleva vendicare la figlia 15enne vittima delle avances troppo invadenti di un gruppo di immigrati.

La rissa

Secondo le ultime ricostruzioni dei Carabinieri della Compagnia di Ostia, i due stranieri erano soliti infastidire, con pesanti apprezzamenti, la ragazza italiana che di abitudine transitava presso il capolinea dei bus e la stazione Lido Centro della Roma-Lido. Dopo avere subito l’ennesima molestia verbale la giovane, esasperata, si era rivolta al padre, un 38enne residente a Nuova Ostia, che, accompagnato da un amico e dal fidanzato della figlia si era recato in automobile a cercare i due egiziani. Una volta arrivati nel piazzale della stazione è scoppiata una rissa con lancio di sampietrini, bottigliate, pugni, calci, coltellate e colpi di cacciavite che ha coinvolto quattro egiziani, due italiani e un ecuadoriano (il ragazzo della quindicenne). Durante le colluttazioni i due giovani sono stati raggiunti allo stomaco dai fendenti inferti dal 39enne.

Nulla da fare

Dei due il 19enne, ferito all’addome, ha avuto la peggio e con il suo “collega” molestatore è stato trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale Grassi. A nulla è servito l’intervento chirurgico e il trasferimento al nosocomio universitario romano del San Camillo: Mohamed Gabr Mostafa Salem è morto poco prima delle 16:00 di ieri. Ora il padre della giovane dovrà rispondere dell’accusa di omicidio. Tutti gli arrestati sono tenuti in custodia nel carcere romano di Regina Coeli, tranne il 21enne superstite piantonato all’ospedale dai militari dell’Arma.

Cristina Gauri

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