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Roma, 30 mag – Con una mossa astuta, dopo la débacle dei 5 Stelle alle Europee, il vicepremier, due volte ministro e capo politico del M5S Luigi Di Maio si è messo nelle mani degli iscritti alla piattaforma Rousseau bypassando ogni mal di pancia sul suo futuro alla guida del Movimento. Le sorti di Di Maio saranno quindi decise oggi, con quel voto online che tanto caratterizza i 5 Stelle (un po’ come le primarie per il Pd). “Non sono mai scappato dai miei doveri e se c’è qualcosa da cambiare nel Movimento lo faremo – ha scritto ieri il vicepremier in un post sul Blog delle Stelle -. Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato“.

Il quesito online: “Confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle?”

La domanda cui i militanti pentastellati dovranno rispondere è: “Confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle?”. Gli iscritti a Rousseau potranno votare dalle 10 alle 20. Il voto online appare tuttavia scontato. In tanti hanno già levato gli scudi per Di Maio, a partire dal garante del Movimento, Beppe Grillo (“Deve continuare la sua battaglia”), passando per Davide Casaleggio, la “sindaca” di Torino Chiara Appendino e il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia. Ma anche diversi deputati si sono spesi a sostegno di Di Maio. Persino il leader della Lega Matteo Salvini ha (giustamente) tifato per lui: “Capisco le ore e i giorni che stanno vivendo gli amici dei 5 Stelle, quindi non mi permetto di commentare le scelte altrui”, ha detto il vicepremier ai giornalisti che lo interrogavano sul momento che vive il suo alleato al governo. Quel che conta, per Salvini, è “che non passi la linea Di Battista e che dal M5S la smettono di attaccare e dire no“. Ecco perché tifa per la conferma di Di Maio (che tra l’altro gli ha fatto in qualche modo guadagnare milioni di voti alle Europee).

Il vicepremier: “Il problema è che se si perde prendo schiaffi solo io”

Ma la giornata è stata scandita anche dall’assemblea congiunta dei parlamentari pentastellati durante la quale Di Maio ha espresso la necessità di una riorganizzazione del Movimento. Riorganizzazione che deve passare per la fiducia nel capo politico o da un nuovo capo politico. “Negli ultimi due giorni mi sono sentito dire di tutto. A me non me ne frega nulla della poltrona – ha scandito di Maio – Non sto attaccato al ruolo di capo politico, ci ho sempre messo la faccia e continuerò a mettercela. Molti pensano sia bello stare in prima linea, ma il punto è che quando va tutto bene e vinciamo il merito è di tutti, giustamente, il problema è che se si perde prendo schiaffi solo io“, ha sottolineato Di Maio.

Fico contrario: “E’ da vecchia politica mettere in discussione capo dopo sconfitta”

Contrarietà alla votazione su Di Maio sarebbe stata espressa dal presidente della Camera, Roberto Fico, in occasione dell’assemblea M5s alla Camera. “È da vecchia politica mettere in discussione il capo politico dopo una sconfitta dopo le prime elezioni. Abbiamo un vertice senza avere tutto il resto, quindi abbiamo preso solo il peggio“, aggiunge Fico. “Il problema non è Luigi, ma siamo tutti e dobbiamo lavorare insieme. Serve più lavoro sul territorio“, ha sottolineato il presidente della Camera, che per questo considererebbe, di fatto, superflua la votazione online. “Vogliamo provare a diventare un partito politico classico oppure vogliamo provare a fare il Movimento 5 Stelle, che è molto più difficile? Non ho soluzioni, penso che dobbiamo trovare una via”, ha dunque esortato Fico.

Di Battista: “Fiducia a Luigi va ribadita”

“Una strutturazione migliore” del Movimento “non sarà un compito solo in capo a Di Maio, ma la fiducia a Luigi va ribadita”. Ne è convinto il “rivale numero uno” Alessandro Di Battista al termine dell’assemblea M5S. Troppi incarichi a Di Maio? “Il nostro limite è che siamo brave persone e quindi abbiamo scelto i ministeri più complicati e abbiamo fatto i provvedimenti più complicati“, ha spiegato Di Battista, secondo il quale “compito dei parlamentari è portare a casa dei risultati”. Poi il “Che Guevara giramondo” si è rivolto al suo capo politico: “Luigi ti chiedo scusa per non aver fatto abbastanza in questi mesi per aiutarti“. “Non sono pervenute criticità sul governo, abbiamo deciso che il governo deve andare avanti”, ha infine affermato il capogruppo pentastellato alla Camera, Francesco D’Uva, al termine dell’assemblea dei gruppi congiunti M5S, durata ben sei ore. Era stato Di Maio a chiedere ai parlamentari se avessero intenzione di sostenere ancora il governo.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. […] Roma, 31 mag – Come avevamo previsto, Luigi Di Maio è stato confermato capo politico del M5S con l’80% delle preferenze sulla piattaforma Rousseau. A dire sì alla conferma sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro. Dopo che tutti i big del Movimento avevano rinnovato la fiducia al vicepremier e dopo che l’altro vicepremier, Matteo Salvini, aveva dettato la linea, avvertendo che con un cambio di leadership nel M5S (alla Di Battista per intenderci) il governo sarebbe andato a casa, la vittoria di Di Maio era più che scontata. […]

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