Varese, 19 dic – Ancora un’aggressione a un capotreno a opera di due immigrati. L’episodio di violenza è avvenuto ieri sera, sempre sulle tratte lombarde già in passato al centro della cronaca per casi simili. Teatro dell’aggressione è stata la stazione di Busto Arsizio, intorno alle 21 di ieri, sul treno partito dalla stazione di Milano Garibaldi alle 20.32 e diretto a Porto Ceresio.

Tra i tanti testimoni oculari del fatto, il direttore del Primato Nazionale, Adriano Scianca, che racconta: “L’aggressione è stata compiuta da due giovani immigrati, chiaramente provenienti dall’Africa subsahariana, contro il capotreno, presumibilmente per il controllo biglietti effettuato da quest’ultimo. I toni hanno cominciato a scaldarsi mentre il treno stava arrivando a Busto Arsizio, già a bordo del vagone c’è stato un fronteggiamento tra i due stranieri, molto agitati, e il dipendente delle ferrovie. Una volta arrivati in stazione, il capotreno e i due hanno continuato a discutere ad alta voce. Poi, mentre il controllore era al telefono per chiamare le forze dell’ordine, uno dei due africani gli ha sferrato un violento colpo alla nuca, colpendolo alle spalle. Dopodiché, i due sono fuggiti. L’aggressione è avvenuta davanti a decine di testimoni. Dopo i fatti, il capotreno ha chiesto ai passeggeri che avevano assistito alla scena la disponibilità a fare da testimoni per un’eventuale denuncia. L’uomo aveva anche una leggera ferita al dito, presumibilmente riportata durante la prima lite avvenuta a bordo del treno, forse a causa di un anello indossato da uno degli immigrati”.

Contattato dal Primato Nazionale, il capotreno ha detto di non poter rilasciare dichiarazioni, ma ha fatto sapere di essere in procinto di sporgere denuncia presso il commissariato Polfer della stazione di Gallarate.

La sicurezza sui treni lombardi è un tema dibattuto da tempo. Uno degli episodi più cruenti registrati è stato quello avvenuto l’11 giugno 2015, alla stazione di Milano Villapizzone, quando un controllore è stato aggredito a colpi di machete da tre giovanissimi appartenenti a una gang sudamericana e ha quasi rischiato di perdere il braccio.

Un anno fa, un capotreno che aveva apostrofato in modo “razzista” un senegalese sprovvisto di biglietto che lo aveva aggredito, era stato addirittura licenziato (il fatto era successo sulla tratta Brescia – Cremona).
Lo scorso maggio, invece, era stato arrestato un diciassettenne magrebino che era solito rapinare i pendolari armato di un mitra  (poi rivelatosi finto) lungo la tratta Milano-Lecco.
Ma l’attenzione dei grandi media si era accesa principalmente per un capotreno che aveva osato chiedere ai rom molesti di scendere dal treno. Questione di priorità…

Giorgio Nigra

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