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Firenze, 21 set – Un po’ vecchio toscanaccio rosso e un po’ militante dei centri sociali. L’antifascismo di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, suona un po’ così. Che si tratti di vietare la vendita dei “gadget fascisti” nel suo governatorato, anticipando il ddl Fiano di un anno, o di denunciare un professore che espone la bandiera della Rsi, l’irreprensibile Enrico Rossi non manca mai all’appello. E se nelle precedenti battaglie contro il “fascismo” aveva tenuto un approccio legalitario, nella sua ultima uscita sui social network, in cui con entusiasmo rilancia il video del pestaggio subito da un neonazista Usa, sembra riscoprire una certa verve “stradaiola”.

“Questo capita a Seattle girando con la svastica sul braccio”, è il suo commento al link di un video in cui si vede un afroamericano stendere con un colpo un ragazzo con la svastica sul braccio. Il post su Facebook del governatore della Toscana ha fatto storcere il naso a più di un suo sostenitore, soprattutto i più moderati, che non hanno visto di buon occhio l’esaltazione della violenza. “Non mi piacciono i pestaggi, trovo il video orripilante. E lo dico non per difendere un ideologia da cui sono distante miliardi di anni luce”, gli scrive Maurizio Benfatto, mentre David Brogi spiega “sono antifascista, ma non mi piace la violenza a prescindere”. 

Sono decine le risposte stizzite per l’esaltazione della violenza da parte di quella che dovrebbe essere una figura istituzionale. Enrico Rossi però, dal canto suo tira dritto, anzi, rilancia, prima chiamando in causa Karl Popper “noi dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti”, poi raccontando un presunto aneddoto riguardante la sua famiglia: “Anche mio nonno Gigi e suo fratello Cesare in pieno regime fascista stesero con un cazzotto un repubblichino al bar dalla Gina a Cascine di Buti. Avevano ragione da vendere e fecero proprio bene”. Dando per buona l’aggressione due contro uno degli avi di Enrico Rossi, qualcuno avvisi il presidente della Regione Toscana che ci troviamo nel 2017.

Davide Romano

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1 commento

  1. non so…
    l’ultima volta che ho visto un “fascista” (secondo la vulgata) tirare un unico cazzotto ad uno dei beniamini di questi Rossi,Chienge,Boldrin e compagnia cantante,il malcapitato -purtroppo- non si è più rialzato ed ai funerali di quest’ultimo assieme -sembra- alla mafia nigeriana c’erano alte cariche istituzionali.

    mi sono perso qualcosa ?

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