Roma, 15 feb – Alla fine Luigi Di Maio, dopo le polemiche sfociate in una piccola crisi diplomatica con Parigi per aver incontrato uno dei leader dei gilet gialli, prende le distanze proprio da lui, Christophe Chalencon, perché inneggia alla violenza e alla guerra civile.

In questo evento non ci sono esponenti dei gilet gialli. C’è stata un’interlocuzione con una realtà complessa, ma noi non abbiamo intenzione di dialogare con quell’anima che parla di lotta armata o la guerra civile. Chi presenterà quella lista dovrà essere una persona che crede nella democrazia per cambiare le cose”, ha detto Di Maio presentando il manifesto M5S per le Europee.

Questo perché ieri Chalencon ha detto in un fuori onda a margine di un’intervista a Piazzapulita: “Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull’orlo della guerra civile“.
Chalencon ha poi aggiunto: “È previsto un altro incontro” con i 5 Stelle “dovremmo venire noi a Roma”, e ha sottolineato che “l’alleanza” con il M5S “c’è, assolutamente”.

Oggi arriva la smentita dal capo politico del M5S: la campagna elettorale detta legge.

“L’Europa in questi anni ha fatto sempre la scelta sbagliata”

Il Ppe e il partito socialista sono in declino, si tratta di forze che hanno deciso quale strada dovesse prendere l’Europa in questi anni” prendendo ”sempre la strada sbagliata. Io credo che si stia per abbattere uno tsunami sulla commissione Europea e sul consiglio europeo così come li conosciamo”, dice Di Maio, chiudendo la conferenza stampa con gli alleati del M5S in Europa.

”Il mio non vuole essere un attacco al singolo – assicura – , ma i cartelli di destra e sinistra non sono più attuali. L’Europa ha avuto la capacità in questi anni di compiere sempre la scelta sbagliata, abbandonando chi aveva bisogno di aiuto“.

Gli alleati dei 5 Stelle presentati oggi sono i croati Zivi Zid, i polacchi Kukiz 15, i finlandesi di Liike Nyt e Akkel, il partito greco dell’agricoltura e allevamento guidato da Evangelos Tsiobanidis.

“Siamo 5 forze politiche – spiega Di Maio – che hanno accolto la sfida ambiziosa e complessa di un nuovo gruppo in Europa, servono sette componenti ma siamo molto fiduciosi: ci sono contatti con altre forze“. Dar vita a un nuovo gruppo è “importante per il M5S ma anche per i Paesi che rappresentiamo e per il popolo europeo tutto, per quelli che non si riconoscono nella destra e nella sinistra, per coloro che parlano di democrazia partecipata, uno dei primi punti su cui” con gli alleati presenti oggi al tavolo “ci siamo ritrovati”.

Adolfo Spezzaferro

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