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Roma, 8 apr – Meglio tardi che mai: oggi gli utenti di Facebook si imbattono in messaggi sulla multa dell’Antitrust contro il social network. “Il 29 novembre 2018, l’Agcm ha sanzionato Facebook per una pratica commerciale scorretta“, si legge nella “Comunicazione importante” della piattaforma, che riporta il link al comunicato dell’Antitrust. Questi messaggi sono comparsi perché l’Autorità ha imposto che Facebook informasse i suoi utenti della sua pratica scorretta e della sanzione inflitta.



L’avviso che compare sulle pagine di Facebook

La multa da sette milioni dell’Antitrust per pratica scorretta sui dati degli utenti

Tutto è successo perché a febbraio l’Antitrust ha sanzionato Facebook per sette milioni i euro per “pratica scorretta sui dati degli utenti“. La multa contro gli amministratori del social network arriva “per non aver attuato quanto prescritto nel provvedimento emesso nei loro confronti nel novembre 2018”. Facebook – già multato in passato nel nostro Paese per altre pratiche scorrette – era stato diffidato dall’utilizzo commerciale dei dati degli utenti ma se ne è altamente infischiato. E per questo è scattata la sanzione. Ma c’è di più.

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Il testo di rettifica che l’Antitrust ha imposto al social di pubblicare

Nel testo della sanzione di febbraio viene sottolineato che in quella data il social non aveva ancora pubblicato la rettifica in questione. Il messaggio che da oggi, con notevole ritardo (nel frattempo Facebook aveva fatto ricorso, perdendolo), compare sulle pagine del social. Questo il testo della dichiarazione rettificativa, la cui pubblicazione è stata imposta dall’Antitrust.

Le società Facebook Inc. e Facebook Ireland Ltd.

Non hanno informato adeguatamente e immediatamente i consumatori, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti. In tal modo hanno indotto i consumatori a registrarsi sulla Piattaforma Facebook, enfatizzando anche la gratuità del servizio.
Inoltre, hanno esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori
registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso, la trasmissione e l’uso da parte di Facebook e di terzi, per finalità commerciali, dei dati che li riguardano. L’indebito condizionamento deriva dalla preselezione da parte di Facebook delle opzioni sul consenso alla trasmissione dei propri dati da/a terzi, attraverso in particolare l’automatica attivazione della funzione “Piattaforma attiva”, unitamente alla prospettazione, a seguito della disattivazione di tale Piattaforma, di rilevanti limitazioni di fruibilità del social network e dei siti web/app di terzi, più ampie e pervasive rispetto a quelle effettivamente applicate.
Tali pratiche sono state valutate scorrette, ai sensi degli artt. 21, 22, 24 e 25 del Decreto
Legislativo, n. 206/2005 (Codice del Consumo).
L’Autorità ha disposto la pubblicazione della presente dichiarazione rettificativa ai sensi
dell’articolo 27, comma 8, del Codice del Consumo.
(provvedimento adottato nell’adunanza del 29 novembre 2018 e disponibile sul sito
www.agcm.it)”.

L’Antitrust ricorda a Facebook che in Italia non fa come vuole

Insomma, sebbene con ritardo, il social si piega – come è giusto che sia – al nostro Antitrust e fa quanto disposto. Questo sempre perché, a differenza di quello che tante “anime belle” pensano dei social network (e delle censure operate spesso in violazione dei diritti costituzionali) – ossia che sono piattaforme private con regole da rispettare – un’azienda privata in Italia non fa come vuole, ma deve rispettare le nostre leggi.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. tutto giusto tranne la sanzione:
    doveva essere 700 milioni
    o 7 miliardi,non sette milioni.

    in altri paesi si è da tempo agganciati le sanzioni al reddito,
    sarebbe il caso di farlo anche in italia e ovviamente assogettare a questa norma anche e sopratutto le multinazionali.

    differentemente pagano la multa come pagarsi un caffè,e proseguono a fare quel che gli pare fregandosene….

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