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Ferrara, 18 apr – In principio furono le risse con i machete tra nigeriani: la guerra per conquistarsi la piazza dello spaccio portò a una battaglia fra nigeriani a colpi di machete, sotto gli occhi dei passanti terrorizzati. Poi vennero le barricate di africani con decine di cassonetti rovesciati e la minaccia-promessa di mettere a ferro e a fuoco la città. Ieri, un accoltellamento tra immigrati di diversa provenienza (albanesi e nigeriani) che ha lasciato per terra due feriti e seminato il terrore tra gli abitanti del quartiere. Succede al Gad, il quartiere più degradato di Ferrara, epicentro di ogni sorta di attività criminale, dallo spaccio alla prostituzione. La notizia è stata riportata da Il resto del Carlino. Il bilancio della giornata, miracolosamente, si è fermato a due feriti che giacevano esangui al suolo. Portati d’urgenza all’ospedale, se la caveranno. Ma i cittadini di Ferrara sono ancora scossi ed increduli per il clima da Far West che ha preso piede in città.



Clima da Far West

I fatti sono successi verso le 13 della giornata di ieri. Due nigeriani e un albanese, dopo un’accesa discussione, hanno estratto le armi bianche e si sono affrontati con una serie di fendenti davanti agli sbigottiti residenti del Gad che hanno subito allertato le forze dell’ordine e le ambulanze. Due dei tre immigrati erano riversi in una pozza di sangue. L’accaduto ha attirato l’attenzione del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha dichiarato sui social: «Ennesima rissa tra immigrati nel quartiere Gad di Ferrara, con coltellate tra un albanese e 2 nigeriani. Il 3 maggio sarò in città e nelle prossime ore inviterò tutti i prefetti una direttiva per cacciare i balordi dalle città. Dove non arrivano i sindaci, arriviamo noi», ha spiegato il leader del Carroccio.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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