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Roma, 25 ago – “Rispetto alla prima grande ondata non c’è nulla di paragonabile. I nuovi contagi riguardano i giovani, che raramente vanno incontro a malattia grave“. Così l’infettivologo Massimo Galli, dall’inizio dell’emergenza coronavirus per mesi in prima linea nella cura dei pazienti con Covid-19 all’Ospedale Sacco di Milano, spiega perché i numeri attuali sull’epidemia non devono allarmare.

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“Nei pochi ricoveri non ci sono situazioni gravi in persone fragili”

Intervistato dal Corriere della Sera, Galli – che in passato è stato tra gli esperti più cauti sul miglioramento della curva epidemica, ritenendo che la situazione fosse ancora molto grave – oggi fa presente che allo stato attuale si riscontra “un modesto stillicidio di casi da ricovero, ma non situazioni gravi in persone fragili, come nei mesi passati”. Circa i giovani, che rappresentano i “nuovi” casi visto che – chiarisce l’esperto – i tamponi li fanno soprattutto a loro, “spesso sono asintomatici. Il problema è che diventano un serbatoio di infezione e possono spargere il virus alla vecchia zia, per dire. Ma non vanno demonizzati“. A tal proposito, sul fronte di eventuali focolai post movida bisogna intervenire “con quarantene fatte con intelligenza, non con piglio burocratico”.

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“Sta al governo decidere che cosa si può riaprire e come”

Dal canto suo, il governo deve “decidere che cosa si può riaprire e come, scuole comprese. La raccomandazione è quella della ‘cautela’ sia per la popolazione, che dovrebbe osservare sempre le normali norme igieniche di prevenzione, sia per i politici che devono prendere decisioni. L’alternativa è fra un eccesso di chiusure, che comprometterebbe la ripresa del Paese, e un eccesso di aperture che potrebbe risolversi con il famoso ‘passo del gambero’, il rischio di tornare indietro. Comunque – ribadisce Galli – sono i politici, alla fine, a dover dare indicazioni”. L’esperto in tal senso ci tiene a far presente che non ha voluto sfruttare l’emergenza per scrivere un instant book sul coronavirus – come gli è stato proposto – né “mi lascio attrarre dalle sirene della politica”.

“Vaccinarsi il prima possible contro l’influenza e lo pneumococco”

Sul fronte della ricerca scientifica, Galli spiega che “abbiamo dimostrato che in Italia esiste un ceppo di virus dominante e una sua variante” (e proprio quest’ultima potrebbe avere una carica virale ridotta). Altri studi poi evidenziano “la relazione fra l’infezione da Sars-CoV-2 e certe vaccinazioni, come quella anti-pneumococco“. Questo, spiega l’esperto, è un dato importante: “Si infetta di più con il Sars-CoV-2 chi non è vaccinato contro il virus dell’influenza o lo pneumococco. Viceversa sembrano più protetti i vaccinati”. Pertanto, sottolinea l’esperto, è importante “vaccinarsi il prima possibile, in autunno, contro l’influenza e le infezioni da pneumococco”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. M.Galli spieghi, prima di tutto, come mai un comune mortale entrava al Sacco per lavoro e usciva “impestato”!! Dalla utilizzazione di presidi medico chirurgici registrati durante i famigerati tempi “poggioliniani”… sino al personale ben poco motivato e scazzato. Cominci a parlare della sua “parrocchia”, prima di pontificare su altro.

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