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Roma, 1 lug – Marco Gervasoni, docente di Storia contemporanea presso l’università del Molise, ha fatto sue le parole di Giorgia Meloni sulla Sea Watch, rilanciandole così via Facebook: “Ha ragione Giorgia Meloni, la nave va affondata. Quindi Sea Watch bum bum, a meno che non si trovi un mezzo meno rumoroso”. Un professore che non si allinea al verbo politicamente corretto e che utilizza frasi piuttosto forti per esprimere la sua visione sulla vicenda del momento, non poteva però passare inosservato. Tra i primi a notarlo, giusto per rodare nuovamente il vecchio cannocchiale e non far rimpiangere i bei tempi andati della Stasi, neanche a dirlo, è stata l’Anpi.

L’Associazione dei partigiani, in assenza di guerra civile come di consueto si affanna nella ricerca del nemico da mettere all’indice. Ecco allora la tipica reazione giacobina: “I toni pesantemente irridenti, ed ancor più le parole usate nell’augurarsi che la nave Sea-Watch venga fatta saltare in aria, sono in se stessi inaccettabili, e certo indicativi di una visione del mondo e dei diritti umani a dir poco sconcertante”, ha dichiarato il presidente dell’Anpi, Loreto Tizzani.

“Ma ciò che li rende assolutamente vergognosi – proseguono i gendarmi del pensiero unico – è il fatto che ad usarli sia un docente universitario, e per di più un docente di storia:  la categoria cioè di coloro che avrebbero l’alto compito di educare le giovani generazioni instillando in loro conoscenza, competenza, etica. Senza dimenticare il rigore di analisi e di acquisizione di dati che dovrebbe costituire il necessario bagaglio operativo di chi si avvicini allo studio della storia. Ci si chiede dunque cosa e come potrà insegnare ai propri studenti chi liquida la vicenda della Sea-Watch, così complessa indubbiamente dal punto di vista giuridico ma elementare, addirittura, da quello dell’umanità, con battute di pessimo gusto sui metodi per farla esplodere e con frasi di rimpianto per il trattamento dell’impiccagione riservato una volta ai pirati”.

L’Anpi si appella all’università

Infine la stoccata inquisitoria, con il presidente dell’Anpi che auspica sanzioni da parte dell’Università: “Comportamenti così gravi soprattutto per i possibili effetti negativi sugli studenti dal punto di vista umano e didattico, siano adeguatamente valutati dall’Università, che negli insegnamenti che impartisce ha prima di tutto l’obbligo al rispetto dei diritti dell’uomo sancito all’articolo 2 della Costituzione che deve restare il faro di ogni intenzione e azione, in particolare per chi detiene un ruolo di alto livello istituzionale”. Insomma un docente può dire quello che vuole, basta che non si discosti dal pensiero unico dei nuovi partigiani. Altrimenti va messo sulla graticola.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Interessante che ci sia chi esibisce un corto circuito mentale tanto profondo da riuscire ad inneggiare al rispetto del diritto nello stesso momento in cui tiene le parti di persone (quelli di SeaWatch e i loro passeggeri paganti) che del diritto han dimostrato di fare fattualmente strame con indifferenza e pure una bella dose di sicumera. Si facciano delle domande, dai…

  2. Prof il ComSubIn Commando Subacquei Incursori (moderna XMAS) può farlo in modo silenzioso , magari co la krucca di m… a bordo .

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