Parigi, 22 dic – Un automobilista è rimasto ucciso questa notte in un incidente stradale provocato da un blocco dei gilet gialli a Perpignan, capoluogo del dipartimento dei Pirenei Orientali, nel sud-ovest della Francia. Si tratta della decima vittima dall’inizio della protesta contro il governo Macron.
“L’automobilista ha tamponato un camion fermo a un blocco stradale all’ingresso dell’autostrada. Il conducente del Tir – ha precisato il procuratore di Perpignan – è rimasto sul posto aspettando l’arrivo della polizia, contrariamente alle persone che bloccavano la strada e che sono fuggite. Sono rimaste sul posto solo due o tre donne in gilet giallo, sotto choc, che hanno atteso la polizia”.
Per il sesto sabato consecutivo diversi gruppi di manifestanti si sono dati appuntamento sul web per nuove manifestazioni. Un raduno è fissato a Versailles, a una trentina di chilometri dalla capitale, che per il momento appare tranquilla. La prefettura però ha deciso di far chiudere la reggia di Versailles.
Bloccato questa mattina l’accesso al traforo del Monte Bianco.
Giovedì scorso era morto un manifestante di 61 anni nei pressi di Agen, travolto da un mezzo pesante durante una mobilitazione del movimento che da un mese e mezzo blocca i punti d’accesso di strade e autostrade del Paese e organizza manifestazioni di protesta a Parigi e nelle altre città principali per chiedere le dimissioni del presidente Macron.
La repressione della protesta è stata molto dura, con ampio uso di proiettili di gomma, granate anti-sommossa e lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo.
Ieri il Senato francese ha adottato le misure di emergenza economica e sociale in risposta alla crisi causata dalla protesta dei gilet gialli. Il disegno di legge, votato per alzata di mano, recepisce alcuni degli annunci fatti dal presidente Macron nel suo discorso alla nazione: esenzione fiscale degli straordinari, prolungata esenzione dall’aumento del Csg per i pensionati e possibilità per le società di pagare un “premio” eccezionale “di 1.000 euro, esente da ogni contributo sociale e dall’imposta sul reddito, ai loro impiegati pagati fino a 3.600 euro.
Non ci sarà alcun rinvio a priori al Consiglio costituzionale e il testo dovrebbe essere promulgato rapidamente, per l’attuazione all’inizio del 2019.
Intanto per oggi è prevista una nuova mobilitazione, la sesta consecutiva, l’atto VI della protesta. Le autorità prevedono una diminuzione della partecipazione, ma con la presenza di “individui piuttosto radicalizzati”. In ogni caso il dispositivo di sicurezza è stato notevolmente alleggerito, specialmente a Parigi, dove già sabato scorso si sono verificati molti meno incidenti.
Oggi – a leggere gli annunci sui social – i manifestanti nella capitale stanno iniziando a convergere a Montmartre.
Manifestazioni sono state programmate per oggi anche a Lione, Tolosa, Orleans e in Bretagna.

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