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Torino, 30 lug – Rivolta al Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, dove gli immigrati ospiti della struttura hanno devastato gli arredi e dato fuoco a una catasta di materassi. Il motivo di questa rivolta è stato una gravissima violazione dei loro diritti: pare infatti, che il barbiere fosse in ritardo. Secondo quanto riferito dalla Questura, infatti, gli stranieri detenuti nel centro mal sopportavano il fatto di dovere attendere per il servizio di taglio barba e capelli, pretendendo invece di avere addetti disponibili tutti i giorni. Da qui la rivolta, che ha portato al rogo di materassi, alla vandalizzazione del mobilio del centro e al lancio di oggetti contro le forze dell’ordine. Le forze dell’ordine sono poi riuscite a riportare l’ordine nel centro, che ad oggi conta 142 ospiti.

Questo è l’ennesimo episodio di tensione dopo la morte di un bengalese 32enne avvenuta il 7 luglio. Secondo un primo esame del medico legale l’uomo – che si trovava in isolamento a causa di dissidi con gli altri ospiti – è morto per cause naturali ma il pm Enzo Bucarelli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Al decesso dell’immigrato – che era in attesa di essere rispedito in Bangladesh – sono seguite una serie di proteste all’interno del centro: piccoli roghi, danneggiamenti, mentre all’esterno gli anarchici e antagonisti torinesi protestavano con slogan e striscioni contro le forze dell’ordine.

Cristina Gauri

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