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Indigeni ed europei sepolti in un antico cimitero di Città del Messico

by Andrea Bonazza
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Roma, 23 febbraio – Con la nostra rubrica torniamo oggi in America Centrale, ma questa volta non per occuparci di Maya o Atzechi, bensì dei loro discendenti e, pur oltre oceano, anche dei nostri. Il The Mexico Daily Post riferisce infatti che un cimitero datato tra il 1521 e il 1620 d.C., è stato scoperto in un cantiere nel Chapultepec Forest Garden, un parco di oltre 1.600 acri a Città del Messico. Gli archeologi Blanca Copto Gutiérrez e Alixbeth Daniela Aburto Pérez, dell’Istituto nazionale di antropologia e storia del Messico (INAH), hanno affermato che il cimitero riflette infatti la transizione dalle usanze funerarie precolombiane a quelle introdotte dai Conquistadores spagnoli.

Indigeni ed europei sepolti insieme

Finora, nel cimitero di Città del Messico, i ricercatori hanno recuperato i resti di 21 persone. La maggior parte delle ossa apparteneva ad adulti, ma sono stati trovati anche i resti di un paio di bambini. “Nonostante la maggior parte dei corpi siano stati sepolti con lo stesso orientamento ovest-est, che per la fede cristiana allude alla resurrezione – dichiara Aburto Pérez – la loro disposizione suggerisce due tipi di popolazione: una di origine indigena, probabilmente mexica, e un altra europea“. La maggior parte dei morti era stata seppellita sulla schiena con le braccia incrociate sul petto o nella regione pelvica. Due delle salme furono sepolte flesse su un fianco e altri due furono seppelliti con un sigillo preispanico e una lama di ossidiana verde. 

Malattie infettive, malnutrizione e cocaina all’origine delle morti?

Uno studio delle ossa condotto da Jorge Arturo Talavera González, indica inoltre che gli individui amerindi del gruppo potrebbero essere identificati dai loro denti a forma di vanga. Un interessante particolare emerso dalla ricerca, è che la popolazione soffriva di usura dello smalto dentale, malattie infettive e malnutrizione. Proprio questo fattore potrebbe ricondurre all’uso delle foglie di cocaina, usate dalle popolazioni dell’America Latina, fin dall’alba dei tempi, a scopo terapeutico, ma i cui effetti incidono terribilmente sulla salute fisica e dentale. Attendiamo ora di comprendere, dalla ricerca condotta dal team scientifico/archeologico, la storia di questo singolare cimitero in cui vennero sepolti insieme europei e nativi.

Andrea Bonazza

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