Roma, 6 dic – Non arrivano belle notizie dall’Istituto Nazionale di Statistica. L’ente ha recentemente stimato che, nel 2017, oltre una persona su quattro in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, sebbene si registri un lieve miglioramento rispetto allo stesso dato dell’anno precedente. Nel 2016 infatti la stima dei residenti “a rischio” povertà era del 30%: oggi è del 28,9%.

Secondo i dati dell’ISTAT è “pressoché stabile al 20,3% la percentuale di individui a rischio di povertà (era 20,6%) mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1% da 12,1%), come pure coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (11,8%, da 12,8%)”. Per le famiglie italiane il reddito mensile è salito nel 2016: si aggira, all’incirca, sui 2.550 euro mensili, e dunque sui 30.595 euro l’anno.

La crescita è del 2% in termini nominali e del +2,1% in termini di potere d’acquisto rispetto al 2015. Tuttavia il termine di paragone con il potere di acquisto degli anni “pre crisi” rispetto ai livelli del 2009 rimane negativo, il divario in questi termini resta notevole. Il reddito familiare italiano, calcolato su queste basi, ha perso l’8,5%. La crisi è dunque lontana sul calendario, ma le sue conseguenze sono ancora, purtroppo, molto vicine.

Ilaria Paoletti

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