Roma, 6 dic – Il governo gialloverde lavora ai ritocchi alla manovra per evitare la procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo. Intanto il maxiemendamento alla legge finanziaria, in discussione alla Camera, torna in commissione Bilancio perché mancano alcune coperture. Slitta quindi il voto di fiducia.

Per oggi dovrebbe essere previsto un altro vertice a quattro fra il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sul tavolo, la presentazione della proposta del governo Lega-M5S per l’accordo con la Commissione Ue sulla manovra martedì prossimo, quando Conte incontrerà il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker a Strasburgo, al Parlamento, prima del Consiglio europeo del 13-14 dicembre.

“Per tenere i conti in ordine bisogna guardare al dato strutturale – spiega Conte – per cui dobbiamo contenere il debito e anche il rapporto deficit/Pil 2020 e 2021”. Parole che fugano ogni dubbio sul fatto che il “mini-rinvio” di reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, con un risparmio di circa quattro miliardi, ultima “concessione” di Salvini e Di Maio, non basta. I conti non tornano.

Conte e Tria puntanto a tagliare il deficit 2019 dal 2,4% all’1,9-2%, che sul piano strutturale potrebbe equivalere a un indebitamento intorno all’1%. Abbastanza vicino a quanto richiesto da Bruxelles.
Ma per Lega e M5S il discorso non si pone proprio: diverse fonti continuano a negare la possibilità persino di un deficit sotto al 2,2%. “Possiamo trattare ma non tradire”, hanno rilanciato ieri sia Di Maio sia Salvini, che sabato porta in piazza a Roma il popolo della Lega con lo slogan “Dalle parole ai fatti”.

Intanto oggi si è consumato l’ennesimo diverbio tra i due vicepremier. Oggetto del contendere: l’ecotassa M5S sulle auto, che alla fine molto probabilmente sparirà. Salvini, che teme un effetto gilet gialli come in Francia, è assolutamente contrario. Di Maio difende la misura ma assicura che sarà migliorata al Senato (ma i leghisti anticipano che la elimineranno). “In manovra è passata una norma, un bonus per le auto che inquinano meno. Non solo quelle elettriche, ma anche quelle a metano e quelle ibride – spiega Di Maio – per fare questo abbiamo inserito il meccanismo del bonus malus per le auto che si comprano nuove. Per le vecchie auto non c’e’ alcuna tassa. Se vado ad acquistare una nuova macchina, e il discorso vale sia per auto a metano, ibride o elettriche ci sono degli sconti fino a 6.000 euro”. Afferma ancora Di Maio: “Per le auto vecchie che inquinano molto s’inserisce una piccola penale: noi non vogliamo assolutamente danneggiare le famiglie italiane, quelle in difficoltà che acquistano le auto meno costose. E tanto meno non vogliamo creare shock al mercato dell’auto in Italia, ai costruttori e ai lavoratori”.

Insomma, l’ennesima tassa (altro che piccola penale) non sarà applicata per le auto in circolazione. Anche se per Salvini e i suoi non verrà proprio applicata.

Mentre si avvicina la scadenza per presentare la manovra all’Ue, il governo poi appare ancora diviso su i due provvedimenti cardine – quota 100, bandiera della Lega, e reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei 5 Stelle.
Il possibile rinvio a giugno della partenza per quota 100 sulle pensioni e per il reddito di cittadinanza “è stato smentito dal premier Conte che mi ha messaggiato”, chiarisce Salvini intervendo a Mattino Cinque. “Siamo al governo da seimesi – ha ricordato il ministro – e ancora non abbiamo fatto mezza manovra. I risultati di un governo si vedono almeno dopo una manovra economica, non penso che i mercati salgano o scendano in base alle simpatie per Salvini. Chiediamo di lasciarci lavorare”.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Quindi i 5stelle vogliono tassare le auto che inquinano, che sono quelle piu’ vecchie di proprietà di persone non abbienti che non possono comperarne una nuova .Buono a sapersi; almeno è chiaro da che parte stanno; quella delle elites che hanno impoverito intere nazioni con la proprietà privata della creazione di denaro e a cui non frega niente dei “cittadini” poveri

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