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Roma, 1 feb – Altro che Belpaese dove il sì suona, come scriveva Dante. Altro che terra del sole e del mare. L’Italia e gli italiani sono sempre più vittime dei delinquenti. Lo certifica nero su bianco uno studio dell’Istat che ha preso in esame il numero dei cittadini che nel biennio 2015-2016 sono rimaste vittime di reati nei dodici mesi precedenti. Il risultato è da far cadere le braccia, perché in totale il 10,2 per cento degli italiani ha dovuto fare i conti con il crimine: il 3,7 per cento con i furti (dai borseggi agli scippi), l’1,6 con reati ancor più violenti come aggressioni e rapine, lo 0.9 con le minacce.



Chi ha commesso i reati? Secondo le vittime, in attesa, sempre che sia possibile, che le forze dell’ordine ricostruiscano gli episodi, il 56,8 per cento delle aggressioni è fatta da connazionali contro il 31,2 di stranieri (che costituiscono meno del 9 per cento della popolazione totale), il 6,1 per cento di bande miste e un 5,9 non sa riconoscere la provenienza dei delinquenti. Dati che parlano ancor più con idiomi stranieri per le rapine: il 54,7 è commesso, sempre secondo le ricostruzioni delle vittime, da non italiani. Senza considerare che il 13,1 è vittima di rapine da gruppi composti da italiani e stranieri. Negli scippi va ancora peggio: il 58,9 per cento è opera di stranieri, il 31,6 non viene identificato, solo il 9,2 è perpetrato da italiani. E attenzione: nei reati contro le persone, la multi-vittimizzazione (ovvero subire lo stesso reato più volte) è pari al 23,6 per cento.

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Dunque lo choc, per molti, è destinato purtroppo a rimaterializzarsi. La delinquenza occupa sempre maggiori spazi anche nel campo delle nuove tecnologie: circa il 5 per cento degli italiani ha subito truffe informatiche e clonazione delle carte bancarie. Il phishing ha riguardato il 7,7 per cento delle persone, le quali hanno risposto a email false in cui si chiedevano credenziali; l’11,8 di coloro che comprano on line ha finito per essere vittima di una truffa. Le frodi legate legate a contratti e forniture di servizi hanno coinvolto il 2 per cento delle famiglie. Sempre tra i reati in ambito domestico, largo spazio a quelli relativi ai veicoli (10,7 per cento) e all’abitazione (5,6). Rispetto alla precedente indagine (del 2008-2009) si registra un consistente incremento dei reati informatici, di scippi e rapine (quasi raddoppiate le denunce), di furti in abitazione e di ingressi abusivi e, per quanto riguarda i veicoli, di furti di bicicletta e di moto. Diminuiscono, invece, i furti di oggetti personali e di automobili e ciclomotori.

Dove si verificano i reati?

Ma dove avvengono i reati? Dipende. Secondo i dati Istat, il rischio di subire reati è maggiore nel Nord-est e al Centro per quanto riguarda scippi, furti di oggetti personali e borseggi. Sempre al Centro sono le maggiori probabilità di ricevere aggressioni e minacce e subire i reati contro la famiglia, seguito ancora dal Nord-est. In Emilia Romagna, Toscana e Veneto sono più frequenti i furti nell’abitazione. Emilia Romagna e Lazio peggiorano nettamente per i reati violenti (da 0,5 per cento a 2,2 e da 1,5 a 3) mentre migliora la Campania (da 2,1 per cento a 0,6). Quest’ultima regione mostra segni di miglioramento anche per i reati contro la proprietà individuale (da 5,8 per cento a 3,6), così come la Puglia dove scippi, furti di oggetti personali e borseggi calano da 3,4 per cento a 1,5. Gli stessi reati diminuiscono anche in Piemonte (da 5,1 per cento a 2,5). Come prevedibile, nelle aree metropolitane si registra la maggiore frequenza di reati individuali: scippi e borseggi in primis.

Il 36,4 per cento delle aggressioni e il 21,2 delle rapine sono commessi di notte, dopo le 21 o nelle prime ore del mattino. E la possibilità di ritrovare i propri beni? Non fateci troppo affidamento nonostante gli sforzi degli investigatori. Meno del 15 per cento dei derubati riesce a recuperare totalmente o parzialmente i beni sottratti, principalmente le auto. Qualcuno avrà ancora il coraggio di parlare di semplice percezione emotiva, quando viene affermato che la sicurezza, negli ultimi anni, anche grazie ai modesti investimenti a disposizione delle forze dell’ordine, è andata a picco?

Fabrizio Vincenti

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