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Roma, 30 ago – “Mondo migliore” di certo non è migliore del mondo reale. Anzi. Infatti forse non tutti sanno che il centro di accoglienza di Rocca di Papa, dove sono finiti gli immigrati della Diciotti di cui la Chiesa avrebbe dovuto occuparsi, scatenando la protesta dei residenti, è gestito dalla cooperativa cattolica Auxilium, che figura nelle indagini di Mafia Capitale. Tutto risale alla gara del giugno 2014 dalla Prefettura di Roma per l’individuazione di centri che avrebbero dovuto accogliere 1.278 immigrati e almeno altri 800 futuri richiedenti asilo. Ebbene, “al fine di mantenere elevati i prezzi relativi alla gara in questione”, il boss del business dell’accoglienza, Salvatore Buzzi, all’epoca si era “avvalso, quale strumento imprenditoriale, di Angelo Chiorazzo, riconosciuto come reale rappresentante della società ‘Auxilium società cooperativa Sociale’, con il quale – si legge negli atti – ha stretto un accordo imprenditoriale lecito: la costituzione di un’associazione temporanea d’impresa per la congiunta partecipazione alla stessa gara, in una sorta di ‘patto di non belligeranza’ e di piena condivisione degli interessi economici in gioco, per superare, in tal modo, precedenti contrasti nati a seguito della gara europea relativa all’affidamento del Cara di Castelnuovo di Porto”. Insomma, Buzzi era molto democratico in questo: faceva a mezzi con le coop cattoliche che, in cambio di una fetta della torta, erano pronte a tirarsi indietro nei bandi che interessavano alle coop rosse.
Grazie a quell’accordo, Auxilium si era aggiudicata la gestione di mille immigrati.
Ma non finisce qui. A proposito del Cara di Bari Palese, gestito sempre dalla coop Auxilium, se si vanno a spulciare le carte viene fuori che la Procura di Bari nel 2016 ha contestato il reato di frode in pubbliche forniture a quattro noti imprenditori del business dell’accoglienza. Secondo gli inquirenti, i responsabili dell’ente gestore che per tre anni si è occupato del centro avrebbero fatto lievitare a dismisura i costi dei servizi prestati. Gli indagati sono i fratelli Pietro e Angelo Chiorazzo, responsabili di Auxilium, l’ex amministratore delegato della Cascina Global Service Srl Salvatore Menolascina (già arrestato nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale della procura di Roma) e Camillo Aceto, ex componente del consiglio di amministrazione di Auxilium ed ex vicepresidente de la Cascina.
Insieme ai Padri Oblati di Maria Vergine, la cooperativa Auxilium – che ha sede a Senise (Potenza), ma filiali a Milano, Roma e Bari – gestisce il centro Mondo migliore con i soldi del Viminale, cioè i nostri.
Adolfo Spezzaferro

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