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Roma, 4 mag – Il sindaco della Capitale d’Italia non canta l’inno nazionale. Per Virginia Raggi quella di fare scena muta quando risuonano le note dell’inno di Mameli sembra ormai divenuta una prassi ordinaria, dopo che già il 25 aprile scorso non aveva aperto bocca durante l’esecuzione di Fratelli d’Italia, unica del parterre. Una scena che si è ripetuta identica oggi, questa volta nel corso della cerimonia in cui si festeggiavano i 156 anni dell’Esercito Italiano presso l’ippodromo di Tor di Quinto. Le immagini ci mostrano una scena vergognosa, con la “sindaca” che tiene le labbra serratissime mentre intorno a lei, dal Capo della Polizia Franco Gabrielli agli alti ufficiali dell’Esercito, tutti cantano.

Nessuno si fa illusioni sull’amor patrio del sindaco 5 Stelle della Capitale, ma anche una nemica dichiarata dell’Italia come Laura Boldrini canta abitualmente l’inno durante le cerimonie, quantomeno per “senso delle istituzioni”. Per chi ancora non lo avesse capito, Virginia Raggi è peggio della Boldrini. Posizioni identiche sull’immigrazione definita “una risorsa per Roma” e una vicinanza ai centri sociali ancora più spiccata, come dimostrano le esperienze con le occupazioni dell’Ex Lavanderia e dell’Ex Manicomio di Santa Maria della Pietà, presenti nel curriculum della Raggi prima che diventasse la “sindaca” di Roma.

Davide Romano

5 Commenti

  1. non è nemmeno istituzionalmente corretto tenere gli occhiali da sole in una cerimonia istituzionale… men che mai durante l’inno d’italia. si pensava di stare allo stadio? manco quelli fa costruire…

  2. Non è nemmeno istituzionalmente corretto tenere gli occhiali da sole in una cerimonia istituzionale. Men che mai durante l’inno d’italia. Si pensava di stare allo stadio? Manco quelli fa costruire tanto…

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