Roma, 12 nov – A Gad Lerner, sempre pronto a puntare il dito contro tutti quelli che non la pensano come lui, piace fare la vittima (e gli conviene, anche). Anche quando è palesemente in torto, il giornalista cerca di passare per quello che lo subisce, il torto. Come nel recente caso dell’intervista negata a Quarta Repubblica, il programma condotto da Nicola Porro su Rete4. Sì perché l’inviato Claudio Rinaldi, che cercava una battuta di Lerner per la trasmissione, si è sentito rispondere così: “Mi spiace, Porro mi insulta continuamente. Non merita nessuna replica, continuate a molestarmi, io però non voglio rispondervi“. Così l’ex esponente di Lotta Continua, riferendosi a presunti insulti che Porro avrebbe rivolto a lui. Il tutto è stato trasmesso nel corso dell’ultima puntata della trasmissione. E allora il conduttore gli rende pan per focaccia: “Si può benissimo rifiutare, gli starò antipatico, la cosa è ovviamente reciproca“.

Porro: “Il venticello della calunnia è che si dà per acquisito che qualcuno sia antisemita o razzista”

Poi Porro attacca duramente il collega: “Il venticello della calunnia è che si dà per acquisito che qualcuno sia antisemita o razzista”. E ancora: “Non è diffamazione dire qualcosa di questo tipo, se lo dice un comico non si può discutere, non si discute con la satira. È la satira, chi se ne frega! È una battuta! Se io fossi Salvini…”, queste ultime parole riferite al durissimo monologo di Maurizio Crozza nei confronti del leader leghista andato in onda venerdì. Il leader della Lega infatti era stato criticato per essersi messo sullo stesso piano della senatrice a vita Liliana Segre, arrivando a paragonare le minacce ricevute dai due. “Salvini, lei scappava dalle SS, tu le SS le corteggi”, aveva detto Crozza, ritenendo forse di far ridere qualcuno.

Il rifiuto di Lerner di partecipare a Quarta Repubblica è l’ultimo in ordine di tempo di una serie di democratici “no” a Porro da parte della geniale (si fa per dire) autrice del Fascistometro Michela Murgia e dell’ex no global Luca Casarini (“Non parlo con voi, vergognatevi”), oggi in prima linea nel business delle Ong.

L’elenco dei progressisti, liberal e democratici che rifiutano il dialogo è lungo. Ma loro possono, si sa. Sono quelli non allineati a sinistra che se negano un’intervista vengono messi all’indice come nemici del confronto.

Adolfo Spezzaferro

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