Tripoli, 3 lug – E’ strage in Libia. Circa quaranta i morti nel bombardamento di un centro di detenzione per immigrati alla periferia di TripoliMalek Merset, portavoce del ministero della Salute del governo sostenuto dalle Nazioni unite, rende noto che nell’attacco aereo sul centro di detenzione di Tajoura ci sono almeno 80 feriti. Merset ha condiviso foto di immgrati che venivano portati in ambulanza negli ospedali.
In un comunicato, il governo di Tripoli ha accusato l’Esercito nazionale libico, guidato da Khalifa Haftar, di essere responsabile dell’attacco aereo. Nei giorni scorsi Haftar aveva preannunciato “decisivi raid aerei su postazioni selezionate” appartenenti all’esercito del presidente Fayez al Serraj.

Il bombardamento ha dilaniato l’hangar della prigione, dove si trovavano rinchiusi circa 200 immigrati illegali provenienti da diversi Paesi dell’Africa. E’ l’attacco più sanguinoso da quando il generale Haftar ha sferrato l’attacco contro al Serraj.

Due giorni fa l’incontro di Serraj con Salvini a Milano

Soltanto due giorni fa Serraj era volato in Italia per incontrare a Milano il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Serraj aveva chiesto un incontro “riservato” per fare maggiori pressioni sul governo italiano a favore della causa del Governo di accordo nazionale che lui stesso guida dal 2016 e che da due mesi è sotto attacco militare da parte del generale Haftar.

Ludovica Colli

3 Commenti

  1. Ecco un attacco mirato a giustificare la non sicurezza dei porti libici per i clandestini “salvati dalle ONG… sarà un caso? O magari anche dietro a questo c’è la regia di Macron..?

    • Ho pensato anch’io la stessa cosa.
      Sembra un attacco mirato a far si che le classiche giustificazioni delle ONG abbiano più peso.

  2. Ma guarda che tempismo…

    I più maligni potrebbero arrivare a ipotizzare che ci sia una connessione tra gli accadimenti degli ultimi tempi, in un crescendo che di umanitario ha ben poco, e proprio dalla parte di chi non perde occasione per sventolare il proprio vessillo di rappresentante del “bene assoluto”.

    P.S. Qualche malignetto un po’ meno malizioso magari vorrebbe poi spingersi a dire che chi volesse evitare le bombe fr… libiche sulla propria testolina, potrebbe tranquillamente starsene a casetta sua, che nessun medico prescrive di recarsi in Libia (per di più, pagando delle belle cifrette, di quelle incompatibili con l’immagine dei “poveracci che fuggono da fame e miseria”).

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