Roma, 10 gen – Crisi superata, almeno per adesso, per il governo gialloverde: l’Italia accoglierà una decina di immigrati da giorni a bordo delle navi Ong Sea Watch e Sea Eye a patto che l’Unione europea rispetti gli impegni presi sulla redistribuzione.

A dettare le condizioni all’esecutivo Lega-M5s, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ieri notte dopo un vertice con il premier Giuseppe Conte e l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, è però tornato sui suoi passi – “i porti restano chiusi” – evitando una rottura forse insanabile.

“Io non cambio idea, anzi faccio due passi in avanti. Non ci sarà nessun arrivo in Italia finché l’Europa non rispetterà gli impegni presi, a parole, con l’Italia, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati”. Così Salvini su Facebook stamattina torna sullo scontro di ieri in seno alla maggioranza, rilanciando la linea dura (anche se di fatto ha parzialmente ceduto sul fronte dell’accoglienza).
“Il governo – assicura il ministro dell’Interno – è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle Ong. Aggiungo che ogni nuovo eventuale arrivo dovrà essere a costo zero per i cittadini Italiani”.

In base all’accordo raggiunto ieri in nottata, una decina di immigrati di Sea Watch 3 e Sea Eye sbarcati ieri a Malta saranno accolti in Italia a spese della Chiesa Valdese. Per giorni la questione ha visto contrapposti da una parte il presidente del Consiglio Conte, che voleva accogliere gli immigrati “a costo di mandare un aereo a prenderli”, e, dall’altra, il vicepremier Salvini fermamente contrario, perché accoglierli sarebbe stato un cedimento verso l’Ue.

Per cui l’accordo con Malta e gli altri sette Paesi Ue disposti alla redistribuzione sarà rispettato: da noi sbarcheranno donne e bambini senza dividere i nuclei familiari.
Ma – queste le condizioni dettate da Salvini – in attesa dei trasferimenti da Malta, il premier Conte chiederà un incontro urgente con il commissario Ue per le Migrazioni Dimitris Avramopulos per far eseguire la ricollocazione degli oltre 200 immigrati che da agosto l’Italia aspetta che siano accolti dalla Germania, dall’Olanda e da altri sette Paesi europei che non hanno dato seguito agli impegni.

“Sono molto soddisfatto”, ha detto il leader della Lega al termine del vertice. Poi la stoccata al premier: “D’ora in poi meglio incontrarsi prima che dopo, l’immigrazione la gestisce il ministro dell’Interno”.

Adolfo Spezzaferro

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