Roma, 13 lug – L’Italia è agli ultimi posti in Europa sul fronte dei rimpatri: il numero di immigrati irregolari rispedito a casa è inferiore addirittura a quello registrato in Grecia. Infatti sono stati 5.615 i rimpatri che lʼItalia ha effettuato nel 2018, di cui appena 435 volontari. I dati sono di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Numeri preoccupanti, in proporzione, visto che la stragrande maggioranza degli immigrati sbarca proprio in Italia. Le cifre di Eurostat pertanto sembrano dare ragione al vicepremier M5S Luigi Di Maio, quando chiede all’alleato di maggioranza, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini di fare di più per rimpatriare gli irregolari. Anche perché, dati alla mano, tra il 2017 e il 2018 gli ordini di espulsione sono calati del 25,3 per cento.

I numeri nella Ue: ai primi posti per rimpatri Spagna e Francia

Secondo Eurostat, lo scorso anno nell’Unione europea ci sono stati 113.630 rimpatri, di cui più della metà volontari (57.545). I Paesi membri che ne hanno effettuato il maggior numero sono la Spagna (11.730), la Francia (10.820) e la Grecia (7.760). I singoli dati per Germania, Cipro, Lituania, Olanda, Finlandia e Regno Unito non sono disponibili. In termini assoluti, l’Italia è al sesto posto per ordini di espulsione dietro alla Francia (105.560), la Spagna (59.255), la Grecia (58.325), la Germania (52.930) e la Polonia (29.375). Complessivamente gli ordini di lasciare il territorio nell’Unione europea sono stati 478.155 nel 2018, con un calo del 7,4% rispetto all’anno precedente. Il calo più marcato è stato registrato nel Regno Unito (-60,9%). La Spagna ha invece registrato un aumento del 116,7% con 59.255 ordini di lasciare il territorio nel 2018 contro i 27.340 del 2017.


Nei giorni scorsi, il premier Giuseppe Conte aveva chiesto “maggire incisività sul fronte dei rimpatri” fatto presente che “l’immigrazione è un fenomeno complesso” e che “nessuno può pretendere di avere l’idea risolutiva“, Ma soprattutto – e le parole erano chiaramente rivolte al leader della Lega Salvini – “nessuno può fare da solo” ma, semmai, è necessario “perseguire l’obiettivo di una gestione europea dei flussi”.

Insomma, il titolare del Viminale è nel mirino degli alleati di governo. Certo, al di là dei proclami, è pur vero che rimpatriare gli irregolari non è facilissimo, complice la burocrazia Ue e i rapporti bilaterali con i vari Paesi di provenienza degli immigrati. Tuttavia questo non giustifica il fatto che una volta chiusi i porti Salvini non si stia dedicando a rispedire a casa i clandestini. A tal proposito prendiamo la Germania (che con 134.100 irregolari sta messa peggio di noi): ha appena varato una legge anti irregolari più rigida, che facilita le espulsioni.

Adolfo Spezzaferro

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13 Commenti

  1. istruzioni per l’uso.: prendere una vecchia nave; dotarla di autopilota gps; inbarcare i negr..clandestini; avviare i motori; salutare ..

  2. purtroppo in Italia abbiamo il Papa (una figura ormai solo politica,che ben poco ha a che fare con Bibbia e Vangeli) e….l’Italiano medio,che se da una parte è contento di non vedere più tutto il mondo ciondolante davanti a casa sua,allo stesso tempo è quel perfetto idiota che si scusa con il “profugo” africano davanti al supermercato “perchè puo dargli solo una moneta da due euro”.

    non se ne viene fuori; del resto quando Paesi decisamente meglio organizzati e più efficienti dell’Italia si sono arresi davanti a questa immigrazione assolutamente priva di senso,figurarsi il nostro con un
    “mamma pancina effect” così trasversalmente diffuso nella popolazione.

  3. Il Papa non ha nulla a che vedere con i mancati rimpatri, e nemmeno gli italiani calabraghe: serve volontà politica e danaro. Ridicolo fare i duri con le zecche che guidano i barconi se poi non rimpatri le centinaia di vagabondi che possono combinarla grossa da un momento all’altro. Purtroppo chi può fare qualcosa preferisce fare campagna elettorale permanente preparandosi per quando cadrà il governo

  4. Concordo con Blackwater.
    In Italia abbiamo sto cancro del Vaticano che condiziona molto la politica italiana.
    Dall’altro i tanti Carola italici.

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