Milano, 4 mar – Lombardia in zona arancione rafforzato dalla mezzanotte di oggi, chiuse tutte le scuole, eccetto i nidi: il governatore Attilio Fontana firma l’ordinanza. Le nuove restrizioni saranno in vigore fino al 14 marzo. La decisione si deve all’aumento dei ricoveri per Covid-19. Dati alla mano. attualmente negli ospedali lombardi ci sono 4.545 ricoverati per Covid e 532 ricoverati in terapia intensiva, 26 in più nella sola mattinata di oggi. Ma le restrizioni, spiega il governatore, servono pure a “preservare le aree meno colpite“. Tutti gli studenti della Lombardia dunque dovranno seguire la didattica a distanza.



L’ordinanza di Fontana: Lombardia in arancione rafforzato

L’ordinanza imprimerà un ulteriore giro di vite (a un passo dalla zona rossa e dal relativo lockdown) sul fronte degli spostamenti. Infatti è previsto l’accesso limitato nelle attività commerciali (un solo componente per famiglia). Il divieto di utilizzare le aree giochi all’interno dei parchi. E il divieto di recarsi nelle seconde case. Vietato anche andare a fare visita a parenti e amici: “Non sono consentiti gli spostamenti verso le abitazioni private abitate ubicate nel territorio della Regione”.

“Contenere incremento contagi e preservare aree meno colpite”

La stretta – si legge nell’ordinanza – arriva “sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, delle peculiarità del contesto sociale ed economico e considerato che la situazione epidemiologica presenta le condizioni di un rapido peggioramento con un’incidenza in crescita in tutti i territori della Lombardia, anche in relazione alle classi di età più giovani”. Ancora, “la Commissione indicatori Covid-19 Regione Lombardia – spiega Fontana – a seguito dell’analisi dei dati effettuata, ha condiviso la necessità di superare la differenziazione tra aree assumendo interventi di mitigazione rinforzati per tutto il territorio regionale con l’obiettivo, oltre che di contenere l’incremento di contagi, di preservare le aree non ancora interessate da una elevata incidenza”.

Adolfo Spezzaferro

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