Roma, 22 nov – La manovra del governo per il 2023 prende forma. L’intenzione sembra essere quella, soprattutto di “non aumentare” la pressione su determinate fasce di reddito, questo sebbene gli strumenti continuino ad apparire come estremamente limitati.

Manovra 2023

Secondo quanto riporta l’Ansa, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni illustrerà quest’oggi in conferenza stampa i dettagli della manovra per il 2023. Il premier si è così espresso al riguardo su Telegram, definendola “un’importante e coraggiosa manovra economica a sostegno dei cittadini, con particolare attenzione ai redditi bassi e alle categorie in difficoltà”. Poi l’inevitabile “slogan”:  “L’Italia torna a correre”, per “favorire la crescita e aiutare famiglie e imprese”.

Pochi sostegni, come sempre

Il presidente Meloni scrive anche questo, elencando le misure previste: “Contrasto al caro bollette, taglio del cuneo fiscale, aumento dell’assegno unico per i figli, sostegni contro il caro vita, interventi sulle pensioni più basse, detassazione sui premi aziendali, incentivi alle aziende per nuove assunzioni, interventi contro la concorrenza sleale, norma sugli extraprofitti energetici”. Il problema – il solito, che ci si porta dietro dall’era Draghi, ma in realtà da tutti i governi da decenni a questa parte – è la “quantità” di questi aiuti, se si pensa che per il caro bollette il governo, puntando su una congiuntura favorevole del Pil, è riuscito a raggiungere il “record” (virgolettato non casuale) di circa 30 miliardi di euro. Del resto anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo rende esplicito ancora una volta, parlando di un approccio “prudente e realista” che sia “sostenibile per la finanza pubblica”. Quel stesso cappio della sostenibilità che suona tanto di incapacità di agire oltre certi limiti (purtroppo, bassi).

Le fasce di reddito interessate

Come nota di merito, però, c’è da mettere sul piatto le fasce di reddito a cui l’esecutivo si sta rivolgendo per provare a frenare – quanto meno – la crisi economica in atto. Due terzi delle risorse vengono concentrare sul caro energia, che nell’infinito coacervo dei problemi del Paese in questo momento, probabilmente, è l’emergenza più seria (e strategica). La flat tax viene estesa agli autonomi fino a 85mila euro annui, mentre viene ridotta l’Iva per i prodotti d’infanzia e per gli assorventi. Social card estesa per i redditi bassi e per i beni di prima necessità. Confermata “quota 103” per le pensioni (62+41). Cuneo fiscale ridotto, sempre per i redditi bassi. Si alza l’aliquota sugli extraprofitti (dal 25 al 35%), i bonus edilizi vengono razionalizzati (quindi tendenzialmente ridotti) e viene fuori anche una “tassa bitcoin” sulle plusvalenze delle criptovalute. Il reddito di cittadinanza viaggia verso l’abolizione, anche se c’è un dibattito in corso nella maggioranza: lo si vorrebbe togliere agli ‘occupabili’, ma cancellare tutto già dall’1 gennaio per alcuni sarebbe troppo estremo. Infine, aiuti per le Marche colpite dail maltempo, per circa 400 milioni di euro. L’impressione generale è di una manovra che prova a tutelare le fasce basse e “un po’ meno basse” dei redditi, cercando di dare respiro alla classe media e benestante. Il tutto, però, come sempre, con risorse troppo limitate.

Alberto Celletti

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta