Roma, 29 gen – Ancora due anni con la mascherina: ne è convinto il solito catastrofista Andrea Crisanti. Il microbiologo, ospite da Formigli a Piazzapulita su La7, ieri sera è tornato alla carica spargendo allarmismo. “Psicologicamente l’anno peggiore sarà questo. Abbiamo la speranza dei vaccini ma è una speranza frustrata. Sarà un anno di attesa, e abbiamo un piano gigantesco da mettere in campo (la vaccinazione, ndr), non sarà facile”, afferma Crisanti. Il medico poi è scettico anche sull’efficacia della campagna di vaccinazione. “Non sappiamo quanto dura l’immunità, c’è il rischio che l’immunità di gregge non la raggiungeremo mai“, avverte preoccupato. Poi il colpo di grazia per i telespettatori e gli italiani tutti. “La mascherina? Ci vorranno un paio d’anni per potercela togliere, perché non sappiamo se chi è vaccinato è contagioso o meno“. E’ il ferale vaticinio del microbiologo.



Crisanti: “I contagi non calano perché non ci sono misure sufficienti per farli calare”

Come se non bastasse, stamattina Crisanti (che nei giorni scorsi ci ha rovinato in anticipo l’estate) ha dispensato un’altra dose di allarmismo. “I contagi non calano perché non ci sono misure sufficienti per farli calare. Abbiamo raggiunto un equilibrio tra la capacità del virus di trasmettersi e la nostra di bloccarlo e rimaniamo su questi livelli, in equilibrio”, dice a Buongiorno, su Sky Tg24. Poi il direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova critica le restrizioni a suo giudizio troppo morbide per contrastare la pandemia. “Dipende dal risultato che si vuole raggiungere: se si vogliono mantenere le attività economiche in piedi e allo stesso tempo accettare un certo livello di trasmissione e pagare un prezzo di 500 morti al giorno la cosa sta funzionando“, obietta.

Il microbiologo vede solo nero

Ma il quadro può peggiorare ulteriormente, avverte. “Se le varianti prenderanno il sopravvento vorrà dire che le misure che abbiamo adottato, distanziamento e mascherine, non bastano più“. Ecco perché, per il medico, “per non farci trovare impreparati dobbiamo lanciare un programma di sorveglianza sulle varianti” per tenerle sott’occhio sia da un punto di vista “di una risposta al vaccino” sia per quanto riguarda la “diffusione e potenziale letalità”. Nella sua previsione pessimistica, “se ci sarà una persona vaccinata che si ammalerà – conclude Crisanti – questa dovrà essere sottoposta a uno studio per capire se il virus è quello classico o mutato”. Insomma, di male in peggio.

Adolfo Spezzaferro

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