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Roma, 9 ago – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto la propria firma in calce al dl Sicurezza bis. Non senza esprimere le proprie perplessità sulla legge di conversione del decreto di Salvini e della Lega, e premurandosi di comunicarle per iscritto con una lettera inviata ai presidenti del Senato della Repubblica, Maria Elisabetti Alberti Casellati, della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.

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Obbligo di salvataggio imprescindibile

La missiva inizia con lo specificare che nonostante l’approvazione e la promulgazione del dl, rimane in vigore l’obbligo di salvataggio dei naufraghi: “La Convenzione di Montego Bay, richiamata dallo stesso articolo 1 del decreto, prescrive che ‘ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batta la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio e i passeggeri, presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo‘”. Mattarella passa a rilevare che “Al di là delle valutazioni nel merito delle norme, che non competono al Presidente della Repubblica, non posso fare a meno di segnalare due profili che suscitano rilevanti perplessità“.

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Due criticità

I due punti controversi e che Mattarella non esita a definire “irragionevoli” riguardano la norma su resistenza, violenza, minaccia e oltraggio ai pubblici ufficiali e le sanzioni per la violazione delle acque territoriali. La sanzione amministrativa di un milione di euro e la confisca dell’imbarcazione, ora previste dalla legge di conversione del dl Sicurezza, non appaiono ragionevoli al capo dello Stato, in quanto “non è stato introdotto alcun criterio che distingua quanto alla tipologia delle navi, alla condotta concretamente posta in essere, alle ragioni della presenza di persone accolte a bordo e trasportate” e quindi viene affidato “alla discrezionalità di un atto amministrativo la valutazione di un comportamento che conduce a sanzioni di tale gravità”.

Il punto sull’oltraggio

L’ultimo punto riguarda la mancata applicabilità della causa di non punibilità per la ‘particolare tenuità del fatto’ alle ipotesi di resistenza, violenza e minaccia o oltraggio a pubblico ufficiale, che “solleva dubbi sulla sua conformità al nostro ordinamento e sulla sua ragionevolezza”, in quanto “include un ampio numero di funzionari pubblici, statali, regionali, provinciali e comunali nonché soggetti privati che svolgono pubbliche funzioni, rientranti in varie e articolate categorie”, scrive il presidente. Vale a dire che il cittadino incriminato per oltraggio non potrà farsi scudo della particolare tenuità del fatto rischiando così la condanna a un minimo di sei mesi. Le categorie di pubblici ufficiali nei confronti dei quali si perfeziona il reato in oggetto sono: “i vigili urbani e gli addetti alla viabilità, i dipendenti dell’Agenzia delle entrate, gli impiegati degli uffici provinciali del lavoro addetti alle graduatorie del collocamento obbligatorio, gli ufficiali giudiziari, i controllori dei biglietti di Trenitalia, i controllori dei mezzi pubblici comunali, i titolari di delegazione dell’ACI allo sportello telematico, i direttori di ufficio postale, gli insegnanti delle scuole, le guardie ecologiche regionali, i dirigenti di uffici tecnici comunali, i parlamentari”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Per me le cosiddette “oenneggi’ ” andrebbero sanzionate molto più duramente che con il sequestro di una qualche immonda bagnarola e una multarella di qualche centinaia di migliaia di dollari. Ma già!… Le oenneggi’ sono sinistronze, immigrazioniste e globaliste! Aiutano gli allogeni a scapito degli autoctoni! Sono parte integrante del braccio esecutore del vilissimo e odioso “piano Kalergi”, che per loro ed i loro “promotori, caldeggiatori & protettori” è una “bufala” messa in circolazione dalle “ignobili” destre populiste votate dalle “classi subalterne”, dai (poco), “cari inferiori” notoriamente privi di “charme”, “cultura”, e che non hanno ne reputazione, ne educazione, ne modo! Le “oenneggi’ ” Vanno tutelate! Accolte! Integrate! Inserite! Servite & riverite!!!… Mentre invece le organizzazioni, messe in piedi per dare concreto aiuto agli indigenti autoctoni, e che quindi “puzzano” di sovranismo, populismo & “destrismo” tout court, vanno invece affondate e lasciate affogare. Possibilmente nel loro sangue!

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