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Roma, 1 lug – Come siamo passati dalle proteste per la morte di George Floyd al giudicare razzista una mossa del gioco degli scacchi? Sì perché a quanto pare ora il Black lives matter si applica anche agli scacchi di colore nero, discriminati dalla regola secondo la quale «il bianco muove sempre per primo».

Quest’ultima demenziale deriva degli antirazzisti – quasi tutti bianchi, ansiosi di fare bene il «compito a casa» e preoccupati di dover scontare la «colpa originale» legata al colore della pelle – nasce da un tweet dell’economista John Adams. Adams, che nel 2015 è stato portavoce della Federazione australiana degli scacchi, la settimana scorsa ha dichiarato di essere stato contattato dall’Abc di Sydney per commentare la «controversia razziale» legata al popolare gioco di strategia. «Ho appena ricevuto una telefonata da un produttore della Abc Sydney in cerca di un commento sul gioco degli scacchi! – twitta incredulo l’economista – L’Abc si è fatta l’idea che gli scacchi siano RAZZISTI, dato che il bianco muove sempre per primo».

Atal proposito ha voluto dire la sua Anatoly Karpov, la leggenda prima sovietica e poi russa degli scacchi, che ha così commentato: «È iniziato un periodo di follia totale», ha dichiarato «Cosa c’entra (il razzismo) con questo gioco secolare?». Sulla questione è intervenuto anche il big per eccellenza degli scacchi, Garry Kasparov, avversario di Karpov in partite storiche, che dagli Usa ha causticamente suggerito alla Abc australiana di giocare a Go (un altro gioco da tavolo strategico per due giocatori di origini cinesi), dove il nero muove per primo, invece di apparire stupidi e sprecare il denaro dei contribuenti con il «giornalismo d’inchiesta» sul presunto razzismo insito negli scacchi.

Non è comunque la prima volta che l’isterismo antirazzista cerca di minare le regole del gioco. Nel 2019, nel corso della celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, due giovani campioni di scacchi, il norvegese Magnus Carlsen e l’olandese Anish Giri, – la provenienza nordeuropea è un «marchio di garanzia» in questi casi – pubblicarono il video di una partita iniziata con la mossa del nero: «Abbiamo infranto una regola degli scacchi oggi, per cambiare le menti domani».

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Non avevo mai capito perché muove prima il bianco.
    Ero razzista senza saperlo.
    Ora che lo so quando giocherò a scacchi non rispetterò più le regole, anche se dispiacerá un po’ a Conte
    Ma mi viene da fare una domanda.
    È lecito mangiare i pezzi neri ?

  2. Ai pezzenti, dementi plus: nella vita una volta sei un nero e una volta sei un bianco! Come a scacchi. E’ simbolismo ad alto valore istruttivo perché la realtà ti pone proprio questo dualismo…, sempre! Fino a che morte non sopraggiunge. Non perdo l’ occasione…, W Bobby Fisher e la sua storia di vero uomo oltre che campione!!

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